Si è svolta il 22 gennaio 2026 a Roma, nella cornice dell’Ara Pacis, la seconda edizione della Giornata dell’Agrivoltaico, promossa da ANIE Rinnovabili. Un appuntamento di rilievo nazionale che ha riunito istituzioni, associazioni, imprese, operatori del settore agricolo ed energetico per fare il punto sull’evoluzione dell’agrivoltaico in Italia e in Europa, alla luce dei più recenti aggiornamenti normativi.
L’evento ha offerto un’occasione di confronto aperto su una delle sfide più strategiche per il futuro del Paese: integrare la produzione agricola con la generazione di energia rinnovabile, trasformando una potenziale contrapposizione in una sinergia virtuosa.
Agrivoltaico: una risposta concreta alla transizione ecologica
La giornata si è sviluppata attraverso un percorso che ha intrecciato norme, dati di mercato, progetti già realizzati e visioni prospettiche, con l’obiettivo di dimostrare come agricoltura e fotovoltaico possano coesistere e rafforzarsi reciprocamente. Al centro del dibattito, l’idea che l’agrivoltaico rappresenti una leva strategica per coniugare sostenibilità ambientale, sicurezza energetica e sviluppo economico.
“In Europa l’agrivoltaico sta emergendo come una soluzione strategica per un futuro energetico sostenibile, capace di integrare produzione agricola e generazione di energia su larga scala”, ha dichiarato Andrea Cristini, Presidente di ANIE Rinnovabili, sottolineando i benefici ambientali, economici e sociali di questo modello.
Lo scenario europeo e il ruolo chiave dell’Italia
Secondo la mappatura aggiornata di SolarPower Europe, in Europa sono oggi attivi oltre 200 progetti agrivoltaici e agrisolari in almeno 10 Paesi, per una capacità complessiva superiore a 15 GW. Un mercato in rapida strutturazione industriale, nel quale l’Italia può ambire a un ruolo di primo piano.
Alcuni Paesi rappresentano già benchmark di riferimento:
- La Francia, che ha integrato l’agrivoltaico nelle politiche agricole ed energetiche nazionali, con una crescita attesa di 1–2 GW l’anno a partire dal 2026;
- La Germania, dove l’agrivoltaico è incluso nei meccanismi di incentivazione del fotovoltaico attraverso il Renewable Energy Act (EEG);
- I Paesi Bassi, punto di riferimento tecnologico per l’agrivoltaico applicato alle colture ad alta intensità, grazie al forte contributo della ricerca.
In questo contesto, l’Italia dispone delle competenze e delle condizioni per sviluppare progetti in grado di diventare best practice a livello internazionale.
Normativa italiana: passi avanti e criticità aperte
Un tema centrale del confronto è stato l’evoluzione del quadro normativo nazionale, a partire dal DL 175/2025, che ha introdotto una definizione formale di impianto agrivoltaico. Un passaggio ritenuto fondamentale da ANIE Rinnovabili, perché riconosce la necessità di un approccio flessibile, in cui l’altezza degli impianti sia funzione delle colture e delle attività di pastorizia.
Permangono tuttavia alcune criticità, tra cui il vincolo dell’80% della Produzione Lorda Vendibile (PLV), la definizione dei terreni a “valore agricolo elevato” e le soglie variabili di utilizzo del suolo agricolo. Elementi che, secondo gli operatori, richiedono ulteriori chiarimenti per favorire uno sviluppo equilibrato del settore.
PNRR e mercato: numeri che confermano l’interesse
Il forte interesse verso l’agrivoltaico è confermato dai numeri del bando PNRR dedicato. Alla chiusura della prima finestra, nel settembre 2024, sono state presentate 643 domande di finanziamento, per oltre 1,7 GW di potenza e più di 920 milioni di euro di contributi richiesti, a fronte di uno stanziamento di 1,1 miliardi.
Nel 2025, il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha riaperto i termini del bando fino al 30 giugno, con l’obiettivo di sostenere 1,04 GW di nuovi impianti entro il 2026. Gli aggiornamenti successivi hanno portato alla selezione di oltre 700 progetti, per una capacità complessiva prossima ai 2 GW, confermando l’agrivoltaico come pilastro della transizione energetica nazionale.
Aree idonee e obiettivi futuri
Durante l’evento è stato affrontato anche il tema delle aree idonee, alla luce delle recenti revisioni normative che hanno ristretto le superfici compatibili con l’installazione di impianti agrivoltaici. Un cambiamento che potrebbe creare difficoltà ad alcune Regioni nel raggiungimento degli obiettivi di sviluppo delle rinnovabili previsti dal decreto.
Un’alleanza strategica per il Paese
“L’agrivoltaico rappresenta una scelta strategica per il futuro dell’Italia”, ha concluso Giulio Iucci, Vice Presidente di ANIE Federazione. “È la dimostrazione che la transizione ecologica può essere un percorso di equilibrio e non di contrapposizione, capace di generare sviluppo, tutela ambientale e coesione sociale”.
Con oltre 200 partecipanti, la seconda Giornata dell’Agrivoltaico si è confermata un punto di riferimento per un settore in rapida evoluzione, che guarda al 2030 con l’ambizione di contribuire in modo decisivo alla transizione ecologica e alla competitività del sistema Paese.
fonte Shutterstock