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Revamping e repowering fotovoltaico: chiesta chiarezza normativa per gli impianti a terra in area agricola

L’interrogazione evidenzia il conflitto tra le disposizioni del decreto Agricoltura e del Testo Unico rinnovabili, chiedendo una definizione univoca di “area occupata” e regole chiare per gli interventi di repowering in zona agricola

mercoledì 29 ottobre 2025 - Redazione Build News

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Serve maggiore chiarezza normativa in materia di revamping e repowering degli impianti fotovoltaici a terra situati in zone agricole. È questo il tema al centro dell’interrogazione parlamentare a risposta in Commissione n. 5-04581, presentata dall’On. Davide Pandolfo (PD) e rivolta al Ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica.

Il contesto: obiettivi ambiziosi e nodi normativi

L’Italia, secondo gli obiettivi del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC), dovrà raggiungere una capacità installata complessiva di circa 80 GW di fotovoltaico entro il 2030. Un traguardo che, oltre alle nuove installazioni, passa necessariamente anche dall’ammodernamento tecnologico (revamping) e dal potenziamento (repowering) degli impianti già esistenti.

Tuttavia, il quadro normativo attuale presenta criticità interpretative che rischiano di rallentare gli investimenti del settore.

Le norme in contrasto: decreto “Agricoltura” e Testo Unico rinnovabili

Al centro dell’interrogazione vi è il combinato disposto di due provvedimenti chiave:

  • Il decreto-legge n. 63 del 2024, convertito nella legge n. 101 del 2024 (cosiddetto decreto Agricoltura), che limita l’installazione di nuovi impianti fotovoltaici a terra in zona agricola alle sole aree dove già esistono impianti, consentendo esclusivamente interventi di modifica, rifacimento, potenziamento o ricostruzione, a condizione che non comportino incremento dell’area occupata;
  • Il decreto legislativo n. 190 del 2024, il cosiddetto Testo Unico delle rinnovabili, che prevede, all’allegato B, che gli interventi di modifica su impianti esistenti possano avvenire in regime di Procedura abilitativa semplificata (PAS), purché l’aumento dell’area occupata non superi il 20%.

Secondo Pandolfo, da questa sovrapposizione normativa non emerge con chiarezza se il repowering in area agricola possa effettivamente essere realizzato con procedura semplificata, e manca una definizione univoca di “area occupata”, elemento cruciale per la valutazione degli interventi.

Le richieste dell’interrogazione

L’interrogazione del deputato democratico chiede al Governo se intenda intervenire con misure normative o interpretative per:

  1. Fornire una definizione puntuale di “area occupata”, che potrebbe essere riferita all’area interna alla recinzione dell’impianto o, in sua assenza, all’intera area catastale;
  2. Chiarire quale disciplina si applichi alle attività di repowering degli impianti fotovoltaici a terra in zona agricola, risolvendo il conflitto interpretativo tra il decreto Agricoltura e il Testo Unico rinnovabili.

Un’esigenza di certezza per le imprese

Il settore delle energie rinnovabili attende da tempo un quadro regolatorio stabile e coerente, che consenta alle imprese di programmare investimenti e interventi di aggiornamento tecnologico sugli impianti esistenti.

Secondo Pandolfo, l’assenza di chiarezza normativa sta generando una situazione di stallo che rischia di compromettere il raggiungimento degli obiettivi nazionali di transizione energetica, oltre a disincentivare gli operatori a procedere con nuovi progetti.

“È urgente – sottolinea il deputato PD – garantire certezza giuridica agli operatori del settore, definendo in modo chiaro cosa si intenda per area occupata e quali siano le procedure applicabili agli interventi di potenziamento sugli impianti a terra in zona agricola”.

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