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Azienda Sanitaria di Bologna, Anac: “totale” violazione delle norme del Codice appalti

L'Ausl di Bologna ha affidato i servizi di consulenza e valutazione della qualità ad “Accreditation Canada”, un ente no profit canadese che ha ottenuto l’appalto al di sopra della soglia di rilevanza comunitaria in forma diretta

giovedì 5 maggio 2022 - Redazione Build News

L’Azienda sanitaria locale (Ausl) di Bologna ha affidato i servizi di consulenza e valutazione della qualità ad “Accreditation Canada”, ente no profit con sede ad Ottawa, in “totale” violazione delle norme del Codice appalti. Lo rileva Anac al termine dell’attività di vigilanza avviata dopo un esposto sul contratto in questione. L’ente canadese infatti ha ottenuto l’appalto al di sopra della soglia di rilevanza comunitaria in forma diretta. L’Autorità ritiene invece che l’Ausl bolognese avrebbe dovuto indire una gara pubblica o “quantomeno” una procedura negoziata.

I FATTI. Nel corso del 2021 la Ausl di Bologna ha voluto applicare un modello di accreditamento all’eccellenza a valenza internazionale. L'accreditamento all'eccellenza è un processo volontario di valutazione rivolto al miglioramento continuo della qualità. Su richiesta dell’Azienda, Accreditation Canada ha effettuato uno studio preliminare della realtà bolognese ed ha avanzato una proposta di contratto triennale. L’Ausl ha accettato affidando l’incarico all’ente no profit. La spesa prevista è stata definita, per tre anni, in 398.373 euro più l’Iva.

LA DIFESA DELL'AUSL DI BOLOGNA. La Azienda ha dichiarato di aver effettuato un’istruttoria all’esito della quale ha ritenuto che l’accreditamento non potesse considerarsi un “appalto di servizio”. Ha dichiarato inoltre, “senza peraltro – sottolinea Anac - produrre la relativa documentazione”, di aver effettuato un’indagine di mercato a livello internazionale che ha dimostrato come Accreditation Canada fosse l’unico soggetto disponibile nel mondo all’accreditamento di un’azienda sanitaria che comprendesse, oltre alla realtà ospedaliera, anche il territorio.

I RILIEVI DI ANAC. Secondo l’Autorità, “dal punto di vista soggettivo, non vi è dubbio che la Ausl di Bologna sia una stazione appaltante e che Accreditation Canada sia un operatore economico. Per consolidato orientamento infatti, nella nozione di operatore economico rientrano anche gli enti senza fine di lucro, quando offrano sul mercato beni o servizi, per ricavare somme da destinare alla realizzazione del fine non lucrativo”. Inoltre, sottolinea Anac, l’accordo tra la Ausl e Accreditation Canada ha oggetto un appalto al di sopra della soglia di rilevanza comunitaria che comprende servizi di formazione, consulenza e informatici, “tutti rientranti a pieno titolo nell’ambito di applicazione del codice appalti”. Nella delibera l’Autorità ricorda anche che in Italia esiste una pluralità di operatori economici che offrono sul mercato servizi di accreditamento in campo sanitario quindi l’affidamento, da parte della Asl di Bologna, del servizio di accreditamento ad Accreditation Canada, “avrebbe dovuto essere preceduto dall’indizione di una gara ad evidenza pubblica o, quantomeno, da una procedura negoziata con pubblicazione di un avviso per indagini di mercato”.

CONCLUSIONI. L’affidamento invece è avvenuto “in totale disapplicazione del d.lgs. 50/2016, con conseguente violazione delle norme in materia di contrattualistica pubblica non solo per quanto concerne le procedure di affidamento, ma anche per quanto riguarda, ad esempio, la verifica dei requisiti generali, gli obblighi informativi e di contribuzione all’Autorità, l’acquisizione del Cig”. Anac invita l’Ausl bolognese a conformarsi per il futuro al Codice appalti.

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