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Bonifiche dei siti “orfani”, definiti i criteri dal MiTE

L’intervento previsto dal PNRR per 500 milioni di euro riguarda i siti contaminati che non siano stati bonificati dai responsabili o dai proprietari dei terreni

lunedì 28 febbraio 2022 - Redazione Build News

bonifica-terreno

Il Ministero della Transizione Ecologica ha definito i criteri per gli interventi di bonifica con i fondi del PNRR dei cosiddetti “siti orfani”, cioè i siti contaminati che non siano stati bonificati dai responsabili o dai proprietari dei terreni, perché sconosciuti o inadempienti. In base a questi criteri, stabiliti con un decreto dalla Direzione Generale Uso Sostenibile del suolo e delle Risorse Idriche, le Regioni potranno presentare proposte progettuali di bonifica da finanziare sui fondi del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza. 

Tra i criteri fissati dal decreto ci sono il rispetto degli obiettivi fissati dal PNRR, che hanno come obiettivo ultimo la riqualificazione di almeno il 70% della superficie di suolo interessata dagli interventi che verranno ammessi a finanziamento, coerenza con le normative nazionale e comunitaria, il rispetto del principio “non arrecare un danno significativo”, l’attuazione da parte di un soggetto pubblico con specifici requisiti, la conclusione degli interventi entro il 31 marzo 2026. 

Il PNRR stanzia 500 milioni di euro per la bonifica dei siti orfani, con la misura M2C4 3.4. L’elenco dei siti suscettibili di risanamento è già stato approvato nel novembre dell’anno scorso con un decreto dell’allora Direzione Risanamento Ambientale del MiTE (Decreto direttoriale n. 222 del 22 novembre 2021). Il nuovo decreto emanato ora dalla nuova Direzione Generale Uso Sostenibile del suolo e delle Risorse Idriche (n. 15 del 23 febbraio 2022) fissa i criteri per la valutazione delle proposte progettuali presentate  dalle Regioni.

Il prossimo passo, previsto dal PNRR, è la redazione di uno specifico Piano d’azione che nell’ambito dell’elenco dei siti individui gli specifici progetti da finanziare secondo un criterio di riparto tra le singole regioni, pure approvato dal decreto. Seguiranno specifici accordi di programma con le singole regioni volti a definire il cronoprogramma degli interventi e le modalità di monitoraggio e rendicontazione. 

Franco Metta

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