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Credito e PNRR, Federcepicostruzioni: piccole imprese ancora in difficoltà

La crescita dei finanziamenti alle imprese resta selettiva: a maggio 2026 i prestiti alle aziende più piccole calano del 5,5%, mentre quelli alle grandi crescono del 4,1%. Il settore delle costruzioni risente anche dei ritardi nei pagamenti dei lavori pubblici

martedì 22 settembre 2026 - Redazione Build News

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Il credito alle imprese italiane è tornato a crescere, ma il dato complessivo nasconde una forte differenziazione tra aziende di diversa dimensione. Secondo i dati della Banca d’Italia citati dall’Ufficio Studi di Federcepicostruzioni, a maggio 2026 i finanziamenti alle imprese di minore dimensione risultavano in calo del 5,5% su base annua, mentre quelli destinati alle aziende più grandi registravano un incremento del 4,1%.

Una dinamica che, secondo Federcepicostruzioni, conferma le difficoltà di accesso al credito delle micro e piccole imprese. Tra settembre 2021 e settembre 2025, i prestiti alle imprese con meno di 20 addetti sarebbero diminuiti del 23,8%.

«Non siamo davanti a una vera normalizzazione del credito», sottolinea il presidente nazionale di Federcepicostruzioni, Antonio Lombardi, evidenziando come la crescita aggregata sia sostenuta soprattutto dalle aziende di maggiori dimensioni.

Nel Mezzogiorno la situazione resta più fragile

La criticità risulta particolarmente evidente nel Mezzogiorno. In Campania, secondo i dati riportati dall'associazione, nel 2025 i prestiti complessivi alle imprese sono cresciuti del 2,1%, ma quelli destinati alle piccole aziende sono diminuiti del 3,7%, dopo il -7,2% registrato nel 2024.

Anche il comparto delle costruzioni continua a risentire della contrazione dei finanziamenti. Una situazione che si intreccia con la necessità delle imprese di sostenere con risorse proprie una parte significativa dei costi dei cantieri.

La liquidità è un nodo per il PNRR

Il problema assume particolare rilievo nell'attuazione del PNRR. Al 30 giugno 2026, secondo i dati riportati da Federcepicostruzioni, risultavano spesi oltre 121 miliardi di euro, ai quali si aggiungono circa 22 miliardi confluiti negli strumenti finanziari, per un totale di circa 143 miliardi, a fronte dei 166 miliardi già incassati dall'Italia.

Per le imprese di costruzione, però, il tema non riguarda soltanto l'avanzamento della spesa pubblica. Le aziende devono infatti anticipare costi per materiali, manodopera, energia, mezzi e sicurezza, mentre i pagamenti sono legati alla certificazione degli stati di avanzamento dei lavori e ai successivi iter amministrativi.

Secondo Federcepicostruzioni si crea così una “tenaglia finanziaria”: da un lato il credito continua a ridursi soprattutto per le imprese più piccole, dall'altro le aziende devono finanziare con la propria liquidità l'esecuzione delle opere.

Le richieste per sostenere le imprese

L'associazione chiede l'apertura di un tavolo nazionale con Governo, Parlamento, ABI, Cassa Depositi e Prestiti, Mediocredito Centrale e rappresentanze imprenditoriali.

Tra le proposte figurano il rafforzamento del Fondo di garanzia per le PMI, il rifinanziamento dei Confidi e strumenti per anticipare SAL, crediti certificati e fatture relative a lavori già eseguiti. Federcepicostruzioni propone inoltre meccanismi di anticipazione garantita dei crediti derivanti da lavori PNRR certificati e tempi massimi e monitorabili per la liquidazione dei SAL.

L'obiettivo, spiega Lombardi, è evitare che le imprese impegnate nei cantieri pubblici debbano trasformarsi di fatto in finanziatrici degli interventi: “Accelerare i pagamenti e riaprire l'accesso al credito delle piccole imprese significa mettere il sistema produttivo nelle condizioni di portare a termine gli investimenti del PNRR”.

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