Si è svolto a Roma l’evento dedicato alla digitalizzazione dell’ambiente costruito, promosso da CNEL, Agenzia del Demanio e CIDIC, con l’obiettivo di approfondire il ruolo delle nuove tecnologie nella valorizzazione del patrimonio culturale e nello sviluppo sostenibile del Paese.
La trasformazione digitale come leva strategica per il Paese
Al centro dell’incontro il tema della digitalizzazione come strumento chiave per la gestione e la valorizzazione dell’ambiente costruito. I lavori sono stati aperti da Renato Brunetta, presidente del CNEL, e da Alessandra dal Verme, che hanno sottolineato come l’innovazione digitale rappresenti oggi un elemento imprescindibile nelle politiche pubbliche orientate alla rigenerazione e all’efficientamento del patrimonio immobiliare e infrastrutturale.
Particolare attenzione è stata dedicata all’impatto delle nuove tecnologie e dell’intelligenza artificiale, sempre più centrali nei processi di gestione del territorio e nella pianificazione urbana.
Nasce il CIDIC, nuovo punto di riferimento per il settore
Nel corso dell’evento è stato presentato ufficialmente il CIDIC, associazione scientifica multidisciplinare che riunisce esperti, università e centri di ricerca. Il Centro si propone come un hub nazionale per promuovere la digitalizzazione nel settore delle costruzioni, favorendo il dialogo tra istituzioni, mondo accademico e professionisti.
L’obiettivo è quello di sviluppare competenze, modelli organizzativi e strumenti innovativi in grado di accompagnare in modo efficace la transizione digitale del comparto.
Competenze, ricerca e innovazione al centro del dibattito
Durante l’incontro è emersa con forza la necessità di integrare innovazione tecnologica, formazione e trasformazione dei processi produttivi. I rappresentanti del mondo accademico e della ricerca hanno evidenziato come le nuove competenze digitali siano sempre più determinanti per affrontare le sfide del settore.
Un’attenzione particolare è stata riservata ai territori caratterizzati da criticità infrastrutturali ed economiche, che tuttavia possiedono un patrimonio culturale e ambientale di grande valore e che possono beneficiare in modo significativo delle opportunità offerte dalla digitalizzazione.
Il contributo del mondo accademico e della ricerca
La tavola rotonda ha visto la partecipazione di importanti realtà accademiche e scientifiche, tra cui Università degli Studi di Napoli Federico II, Politecnico di Bari, Università Politecnica delle Marche, Università di Camerino, Consiglio Nazionale delle Ricerche e Sapienza Università di Roma.
Gli interventi hanno ribadito l’importanza di un approccio integrato che metta in relazione istituzioni, ricerca e sistema delle competenze per affrontare in modo efficace le sfide della trasformazione digitale.
Verso una digitalizzazione inclusiva e sostenibile
L’evento ha confermato la volontà condivisa di proseguire nel percorso di collaborazione tra i diversi attori coinvolti, con l’obiettivo di sostenere una trasformazione digitale consapevole, inclusiva e capace di generare valore economico, sociale e culturale.
La digitalizzazione dell’ambiente costruito si configura così come una leva strategica per il futuro del Paese, in grado di coniugare innovazione, sostenibilità e valorizzazione del patrimonio.