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Direttiva Case Green, l’UE avvia una procedura di infrazione contro l’Italia

Sotto osservazione il mancato invio del piano nazionale di ristrutturazione degli edifici previsto dalle norme europee sull’efficienza energetica

giovedì 12 marzo 2026 - Redazione Build News

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L’Unione europea accende i riflettori sull’Italia per il ritardo nell’attuazione della direttiva sulle cosiddette “case green”. La Commissione europea ha infatti avviato una procedura di infrazione nei confronti del nostro Paese e di altri Stati membri che non hanno rispettato una delle prime scadenze previste dalla normativa sulla prestazione energetica degli edifici.

Al centro della contestazione c’è la mancata presentazione del progetto di piano nazionale di ristrutturazione edilizia, un documento strategico che ogni Stato deve predisporre per definire il percorso di miglioramento dell’efficienza energetica del proprio patrimonio immobiliare.

Il piano nazionale richiesto dall’Europa

La direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici prevede che i Paesi membri elaborino un piano di ristrutturazione del patrimonio edilizio nazionale. Questo documento deve indicare le strategie, gli interventi e gli obiettivi a lungo termine per rendere gli edifici più efficienti dal punto di vista energetico e ridurre le emissioni climalteranti.

Secondo il calendario stabilito dall’Unione europea, una prima bozza del piano avrebbe dovuto essere presentata entro il 31 dicembre 2025. Tuttavia diversi Paesi, tra cui l’Italia, non hanno rispettato la scadenza, spingendo la Commissione ad avviare l’iter formale di infrazione.

L’obiettivo: edifici più efficienti e meno emissioni

La direttiva rientra nella strategia europea per la decarbonizzazione e punta a trasformare gradualmente il parco immobiliare del continente. Il settore edilizio è infatti uno dei principali responsabili dei consumi energetici e delle emissioni di CO₂.

Attraverso i piani nazionali di ristrutturazione, i governi devono indicare come intendono intervenire sugli edifici esistenti, promuovendo interventi di riqualificazione energetica e favorendo tecnologie più sostenibili. L’obiettivo finale è arrivare entro il 2050 a un patrimonio immobiliare quasi completamente decarbonizzato.

La procedura avviata dalla Commissione europea

Con l’apertura della procedura di infrazione, la Commissione europea ha inviato ai Paesi interessati una lettera di costituzione in mora. Si tratta del primo passaggio formale previsto dal diritto europeo quando uno Stato non rispetta gli obblighi derivanti dalla normativa comunitaria.

Da questo momento i governi coinvolti hanno un periodo di circa due mesi per fornire chiarimenti o adottare le misure necessarie per colmare il ritardo. In caso di risposta ritenuta insufficiente, l’iter potrebbe proseguire con ulteriori passaggi che possono portare anche a un parere motivato e, nei casi più estremi, al ricorso alla Corte di giustizia dell’Unione europea.

Le prossime scadenze per l’Italia

Oltre alla presentazione della bozza del piano nazionale, la direttiva prevede ulteriori passaggi nei prossimi anni. Il recepimento completo delle norme europee da parte degli Stati membri dovrà avvenire entro il 2026, mentre i piani definitivi dovranno essere perfezionati successivamente, tenendo conto delle indicazioni della Commissione.

Per l’Italia si tratta quindi di recuperare rapidamente il ritardo accumulato e definire una strategia chiara per la riqualificazione energetica degli edifici, un tema che avrà effetti diretti sia sul mercato immobiliare sia sulle politiche di efficientamento energetico dei prossimi anni.

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