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Direttiva Case Green, FINCO: “Serve un recepimento pragmatico per sostenere edilizia ed efficienza energetica”

La Federazione chiede norme chiare, incentivi sostenibili e maggiore confronto con imprese e stakeholder in vista dell’attuazione della direttiva europea EPBD IV

martedì 26 maggio 2026 - Redazione Build News

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La scadenza per il recepimento della Direttiva EPBD IV, nota anche come direttiva “Case Green”, si avvicina e il settore delle costruzioni rilancia il confronto sulle modalità di applicazione delle nuove regole europee in Italia.

A intervenire è FINCO, la Federazione che rappresenta 40 associazioni e circa 14mila imprese specialistiche del comparto edilizio e impiantistico, per un volume d’affari complessivo di circa 37 miliardi di euro.

Nel comunicato diffuso il 26 maggio 2026, la Federazione sottolinea la necessità di adottare un approccio pragmatico nell’attuazione della direttiva europea, tenendo conto delle caratteristiche del patrimonio immobiliare italiano, delle esigenze climatiche del Paese e della sostenibilità economica degli interventi.

Cosa prevede la Direttiva Case Green

La direttiva europea EPBD IV è entrata in vigore il 28 maggio 2024 e prevede 48 mesi di tempo per il recepimento da parte degli Stati membri.

Tra gli obiettivi principali figurano:

  • edifici pubblici di nuova costruzione a emissioni zero entro il 2028;
  • edifici privati di nuova costruzione a emissioni zero entro il 2030;
  • progressiva riduzione delle emissioni del patrimonio edilizio esistente fino al 2050;
  • introduzione del GWP (Global Warming Potential) negli APE per gli edifici di nuova costruzione dal 1° gennaio 2030.

La normativa rappresenta uno dei pilastri della strategia europea per la transizione energetica e la decarbonizzazione del patrimonio immobiliare.

FINCO: “Un’occasione per modernizzare il patrimonio edilizio”

Secondo Daniela Dal Col, la direttiva può rappresentare una grande opportunità per innovare il settore edilizio italiano e sostenere la filiera produttiva nazionale.

La presidente della Federazione evidenzia in particolare il ruolo che dovrà svolgere il patrimonio pubblico, incluse le strutture delle amministrazioni locali, attraverso un’accelerazione degli interventi di riqualificazione energetica.

FINCO sottolinea inoltre la necessità di un confronto stabile tra istituzioni, imprese specialistiche e operatori della filiera, considerati attori fondamentali per il raggiungimento degli obiettivi europei.

Clima italiano e specificità del patrimonio edilizio

Tra i temi centrali sollevati dalla Federazione emerge la richiesta di un recepimento calibrato sulle peculiarità italiane.

Fabio Gasparini richiama l’attenzione sulla necessità di considerare sia il riscaldamento invernale sia il raffrescamento estivo, tema sempre più rilevante nel contesto climatico nazionale.

Secondo FINCO, le misure dovranno quindi essere adattate alle caratteristiche del parco immobiliare italiano, spesso datato e frammentato, evitando approcci standardizzati che rischierebbero di creare difficoltà applicative.

Condomini, comunità energetiche e semplificazione burocratica

Un altro nodo strategico riguarda i condomini, che rappresentano una parte consistente degli edifici interessati dalla direttiva.

Per Francesco Burrelli sarà fondamentale garantire un quadro normativo stabile, semplice dal punto di vista burocratico e duraturo nel tempo, così da favorire gli investimenti e agevolare le decisioni assembleari.

Burrelli sottolinea inoltre l’importanza crescente dell’autoconsumo energetico e delle Comunità Energetiche Rinnovabili, considerate strumenti chiave per migliorare l’efficienza energetica dei complessi condominiali.

Neutralità tecnologica e qualità degli interventi

Sul fronte tecnico, Mauro Durazzi richiama il principio della neutralità tecnologica, chiedendo di evitare imposizioni normative che possano alterare il mercato o favorire specifiche soluzioni a discapito di altre.

Particolare attenzione viene posta anche sulla qualità della posa in opera dei componenti destinati all’efficienza energetica, come i serramenti, ritenuta decisiva per garantire risultati concreti in termini di prestazioni e consumi.

Incentivi: ritorno di cessione del credito e sconto in fattura

Uno dei passaggi più rilevanti riguarda il tema degli incentivi economici.

Secondo Marco Rossi, per raggiungere gli obiettivi della direttiva sarà necessario ripensare gli strumenti di sostegno alle riqualificazioni energetiche, reintroducendo meccanismi come la cessione del credito e lo sconto in fattura.

La proposta della Federazione prevede però sistemi di controllo più rigorosi rispetto al passato, con verifiche preventive, tracciabilità degli interventi e controlli tecnici strutturati.

L’obiettivo, spiegano le associazioni, è evitare distorsioni come quelle generate dal Superbonus 110%, mantenendo però incentivi ritenuti congrui e sostenibili per cittadini e imprese.

Rinnovabili e produzione energetica: serve accelerare

Infine, il tema della produzione energetica da fonti rinnovabili.

Agostino Re Rebaudengo evidenzia la necessità di velocizzare l’installazione degli impianti rinnovabili, denunciando come alcune normative regionali risultino ancora più restrittive rispetto al quadro nazionale.

Secondo FINCO, senza una semplificazione normativa e autorizzativa sarà difficile raggiungere gli obiettivi europei di decarbonizzazione e contenimento dei consumi energetici previsti dalla Direttiva Case Green.

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