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Case Green, procedura d'infrazione per tutti gli Stati UE: anche l'Italia tra i Paesi in ritardo

Bruxelles avvia il primo passo formale contro i 27 Stati membri per il mancato recepimento della direttiva europea sulla prestazione energetica degli edifici. I governi hanno due mesi di tempo per rispondere alla Commissione

lunedì 27 luglio 2026 - Redazione Build News

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La Commissione europea ha avviato una procedura d'infrazione nei confronti di tutti i 27 Stati membri dell'Unione europea, Italia compresa, per il mancato recepimento entro i termini della direttiva sulla prestazione energetica degli edifici (EPBD), meglio conosciuta come direttiva "Case Green".

Il termine fissato per la trasposizione della normativa negli ordinamenti nazionali era il 29 maggio 2026. Tuttavia, nessuno degli Stati membri ha notificato alla Commissione l'avvenuto recepimento entro la scadenza prevista, determinando l'avvio della procedura nei confronti di tutti i Paesi dell'Unione.

Lettera di costituzione in mora: parte la procedura d'infrazione

Come primo atto formale, Bruxelles ha inviato una lettera di costituzione in mora a ciascuno Stato membro. Si tratta della fase iniziale della procedura d'infrazione prevista dai Trattati europei, attraverso la quale la Commissione contesta ufficialmente il mancato rispetto degli obblighi comunitari.

I governi nazionali dispongono ora di due mesi per trasmettere le proprie osservazioni e comunicare l'avvenuto recepimento delle disposizioni previste dalla direttiva.

I possibili sviluppi dell'iter europeo

Qualora le risposte degli Stati membri non fossero ritenute soddisfacenti o il recepimento continuasse a non essere completato, la Commissione europea potrà procedere con la fase successiva della procedura, adottando un parere motivato.

Si tratta del secondo passaggio dell'iter d'infrazione, che rappresenta un ulteriore richiamo formale nei confronti dello Stato inadempiente. In caso di persistente mancato adeguamento, la Commissione potrà infine deferire il Paese interessato alla Corte di giustizia dell'Unione europea.

La direttiva EPBD e gli obblighi per gli Stati membri

La direttiva EPBD, approvata nel 2024 nell'ambito della strategia europea per la decarbonizzazione del patrimonio edilizio, impone agli Stati membri di adottare le misure legislative, regolamentari e amministrative necessarie per raggiungere gli obiettivi di miglioramento della prestazione energetica degli edifici.

Con l'avvio della procedura d'infrazione, la Commissione europea richiama tutti i governi nazionali al rispetto delle tempistiche previste dalla normativa comunitaria, aprendo una fase di confronto che potrebbe portare, in assenza di un rapido recepimento, a ulteriori conseguenze sul piano giuridico.

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