L'edilizia lombarda si trova ad affrontare una fase di crescente incertezza. A lanciare l'allarme è CNA Lombardia, secondo cui l'aumento dei costi delle materie prime, le tensioni geopolitiche e il progressivo ridimensionamento degli incentivi rischiano di mettere in difficoltà oltre 150 mila imprese del settore.
In Lombardia operano circa 90 mila imprese artigiane e micro-PMI delle costruzioni, che rappresentano una componente essenziale della filiera e dell'economia regionale. Per l'associazione è quindi necessario intervenire per evitare che l'attuale scenario comprometta la capacità produttiva delle aziende.
Investimenti in calo e rincari dei materiali
Nonostante il 2025 si sia chiuso con una crescita del volume d'affari del 3,7%, emergono segnali di rallentamento. La quota di imprese intenzionate a investire è infatti scesa dal 33% al 26%, mentre il costo delle materie prime continua a rappresentare una delle principali criticità.
A pesare è soprattutto l'incertezza internazionale. Secondo CNA, l'evoluzione del conflitto in Medio Oriente potrebbe determinare nuovi aumenti dei prezzi e difficoltà negli approvvigionamenti, replicando gli effetti già registrati dopo l'inizio della guerra in Ucraina.
Tra i materiali più esposti figurano bitume, PVC, PEAD, acciaio e numerosi prodotti destinati all'edilizia e all'impiantistica.
Le richieste di CNA Lombardia
Per affrontare questa fase, CNA Lombardia chiede strumenti più efficaci per la revisione dei prezzi nei contratti, incentivi stabili a sostegno della transizione ecologica e misure che favoriscano gli investimenti delle micro e piccole imprese.
Secondo l'associazione, dopo la conclusione della spinta del PNRR diventa fondamentale garantire maggiore stabilità al comparto, semplificando le procedure e sostenendo la competitività di un settore strategico per la riqualificazione del patrimonio edilizio e lo sviluppo delle infrastrutture.
Giovanni Bozzini, Presidente CNA Lombardia