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Credito e PNRR, l'allarme di Federcepicostruzioni: «Ripresa apparente, le PMI stritolate tra stretta bancaria e ritardi dei cantieri»

Mentre i finanziamenti crescono solo per i grandi gruppi, le piccole e medie imprese edili sono costrette a fare da banca allo Stato per far avanzare le opere pubbliche. Il Presidente Lombardi: «Servono garanzie e pagamenti certi per non bloccare i lavori»

martedì 8 settembre 2026 - Redazione Build News

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Il sistema economico italiano mostra segni di ripresa nel settore del credito, ma si tratta di una dinamica fortemente selettiva che rischia di mascherare una profonda spaccatura.

Secondo l’Ufficio Studi di Federcepicostruzioni, basato sui dati della Banca d’Italia, il recupero dei finanziamenti premia quasi esclusivamente le realtà di grandi dimensioni (+4,1%), mentre penalizza drasticamente le piccole e micro imprese, i cui prestiti continuano a scendere (-5,5%). Una tendenza strutturale che nell'ultimo quadriennio ha visto i finanziamenti alle imprese sotto i 20 addetti crollare del 23,8%.

La criticità assume contorni d'emergenza nel settore delle costruzioni. Qui la contrazione del credito si incrocia con l'attuazione del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza: le imprese si trovano schiacciate in una tenaglia finanziaria, costrette ad anticipare risorse ingenti per materiali, manodopera e sicurezza senza il supporto del sistema bancario.

La tenaglia del PNRR: 143 miliardi spesi, ma la cassa gravita sulle imprese

Sul fronte del PNRR, su 166 miliardi già incassati dall'Italia, i dati ReGiS al 30 giugno 2026 indicano circa 143 miliardi spesi (inclusi gli strumenti finanziari). Nonostante le risorse siano affluite alle casse dello Stato, le imprese sul campo faticano a incassare il corrispettivo dei lavori svolti a causa della burocrazia legata alla certificazione dei SAL (Stati Avanzamento Lavori) e dei tempi lunghi di liquidazione della Pubblica Amministrazione.

Come sottolinea il presidente nazionale di Federcepicostruzioni, Antonio Lombardi, la situazione è paradossale: aziende sane e ricche di commesse rischiano il tracollo non per mancanza di lavoro, ma per carenza di liquidità. Le PMI non possono trasformarsi nei finanziatori a fondo perduto delle opere pubbliche. Il problema si amplifica nel Mezzogiorno, dove la forte dipendenza dal canale bancario e la minore patrimonializzazione rendono il tessuto produttivo ancora più vulnerabile.

Le proposte per salvare i cantieri: tavoli tecnici, Confidi e tempi certi per i SAL

Per scongiurare il blocco dei cantieri e il fallimento delle filiere locali, Federcepicostruzioni chiede l'apertura immediata di un tavolo nazionale con Governo, ABI, Cassa Depositi e Prestiti e Mediocredito Centrale. Tra le misure urgenti proposte figurano:

  • Sblocco dei pagamenti e garanzie sui SAL: Introduzione di strumenti di anticipazione garantita dei crediti già certificati e fissazione di tempi massimi e monitorabili per la liquidazione dei SAL PNRR.
  • Rafforzamento dei fondi di garanzia: Potenziamento del Fondo di Garanzia per le PMI (con un focus sul Mezzogiorno) e rifinanziamento dei Confidi per facilitare l'accesso al credito.
  • Revisione dei rating bancari: Adeguamento dei criteri di valutazione del merito creditizio, tenendo conto del portafoglio ordini e della qualità delle commesse anziché della sola consistenza patrimoniale.
  • Finanziamenti ponte: Attivazione di strumenti di credito temporanei per coprire i tempi di attesa tra la maturazione della fattura e l'effettivo incasso.

Assicurare liquidità e tempi di pagamento certi non significa concedere aiuti a pioggia, ma permettere all'intero sistema paese di portare a termine le infrastrutture strategiche del PNRR nei tempi previsti.

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