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Export italiano in India: cogeneratori e valvole tirano la crescita

La delegazione indiana ha incontrato l’industria italiane della meccanica. Presenti l’ambasciatore indiano in Italia, Anil Wadhwa, e il Vicepresidente ANIMA con delega all’internazionalizzazione Carlo Banfi

martedì 23 agosto 2016 - Redazione Build News

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La meccanica italiana di ANIMA ha esportato in India nel 2015 314milioni di euro di tecnologie, facendo registrare una crescita del 41% rispetto all’anno precedente.
È una fetta minore se si guarda l’export della meccanica in tutto il mondo - pari a circa 26 miliardi di euro -, ma l’export potenziale verso il Paese indiano attira l’attenzione degli imprenditori italiani, oggi venuti a incontrare la delegazione indiana.


Prodotti esportati. Le merceologie più richieste sono le valvole, che nel 2015 hanno registrato un incremento del 161%, le pompe (+24%), i boiler (+42%), le tecnologie per l’edilizia (+116%) e le turbine a gas con un +23%.
I dati testimoniano un interesse spiccato verso la cogenerazione che dimostra l’aumento più importante (+2953%), gli impianti per la lavorazione del food (+74%), le turbine (+24%) mentre i macchinari per la logistica e il sollevamento (-45%) e i forni industriali (-42%) stanno subendo una battuta d’arresto.
Tra il 2014 e il 2016 l’India ha inoltre attratto gli investimenti con un aumento parti a +37%.

India: i settori in crescita. Il PIL indiano per il 60% circa è costituito dall’agricoltura, per il 19% dall’industria e per il resto da servizi, di particolare rilievo il settore turistico. Il Paese inoltre pone molta attenzione al fenomeno delle start up e punta a diventare un hub per il design e la manifattura, con un costante riferimento all’Italia.
Questi per Sace - gruppo specializzato in export credit - sono i settori su cui puntare perché rivelanti per l’economia indiana, oltre al tradizionale mercato tessile.

Investimenti per nuove infrastrutture. Anche il sistema di trasporti, con oltre 3 milioni di persone che utilizzano i mezzi ogni giorno, punta a forti incrementi, come anche le infrastrutture stradali e telefoniche del Paese. Pertanto è stato previsto un investimento di circa 250 miliardi di dollari nei prossimi cinque anni per finanziare la costruzione di infrastrutture nel territorio che, al momento, conta due porti commerciali e tre aeroporti, di cui uno internazionale.

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