Il primo semestre 2026 si chiude con il segno meno per tre delle quattro principali regioni del Nord Italia attive nella filiera legno-arredo. Secondo le elaborazioni del Centro Studi di FederlegnoArredo sui dati Istat del commercio estero, la Lombardia registra una flessione del 3,9%, il Veneto del 4,4% e il Friuli-Venezia Giulia del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2025. In controtendenza il Trentino-Alto Adige, che mette a segno una crescita del 2%.
Le dinamiche regionali risentono soprattutto delle difficoltà sui mercati statunitense e tedesco, che in diverse aree rappresentano destinazioni strategiche per le imprese. Emergono tuttavia differenze significative tra territori, comparti e singoli Paesi: accanto alle contrazioni, alcune destinazioni europee mostrano segnali positivi, offrendo parziali compensazioni alle perdite registrate altrove.
Lombardia, export a 2,2 miliardi: Monza e Brianza cresce del 3%
La Lombardia si conferma la prima regione italiana per valore delle esportazioni della filiera legno-arredo. Nei primi sei mesi del 2026 l'export raggiunge 2,2 miliardi di euro, pari al 29% del totale nazionale, ma registra una contrazione del 3,9% su base annua.
Il comparto regionale conta 7.975 imprese e 50.942 addetti. Secondo i consuntivi 2025 di FederlegnoArredo, il fatturato della filiera ammonta a 10,6 miliardi di euro, di cui 6,9 miliardi riferiti all'arredo e 3,8 miliardi al legno.
La Francia rimane il principale mercato di destinazione, nonostante un calo del 9,1%, equivalente a 27 milioni di euro in meno. Segue la Germania, in flessione del 10,4%, con una perdita di 24 milioni, mentre gli Stati Uniti registrano un -7,3%, pari a 18 milioni di euro. In positivo le esportazioni verso Regno Unito (+5,2%), Svizzera (+2,5%) e Spagna (+4,2%).
Nel solo comparto mobili, la regione mantiene la leadership nazionale con poco meno di 1,5 miliardi di euro esportati, pari al 28% del totale italiano. La flessione è del 3,9%, con una contrazione particolarmente marcata verso gli Stati Uniti (-13,5%). Crescono invece le vendite in Svizzera (+2,2%), Regno Unito (+10,3%) e Spagna (+4,1%).
In controtendenza Monza e Brianza, che registra 613 milioni di euro di esportazioni della filiera, in aumento del 3%. Gli Stati Uniti restano il primo mercato, con 69 milioni di euro e un calo del 4%. A sostenere il risultato contribuisce soprattutto il Regno Unito, verso cui le esportazioni crescono del 40,6%, raggiungendo 26 milioni di euro, con un incremento di 7,5 milioni rispetto al primo semestre 2025. Pesano invece le flessioni verso Germania (-7,5%) e Cina (-11,2%).
Veneto, export a 1,8 miliardi: mobili in calo del 5,1%
Il Veneto si conferma la seconda regione italiana per valore delle esportazioni della filiera legno-arredo, con 1,8 miliardi di euro nel primo semestre 2026, pari al 23% del totale nazionale. La variazione rispetto ai primi sei mesi del 2025 è negativa per il 4,4%.
La filiera regionale conta 5.945 imprese e 44.683 addetti. Il fatturato 2025 si attesta a 8,4 miliardi di euro, di cui 5,8 miliardi nell'arredo e 2,6 miliardi nel legno. Il mobile rappresenta il principale comparto produttivo, con 5,3 miliardi di fatturato, 2.948 imprese e 27.129 occupati.
La Francia rimane il primo mercato estero, con una contrazione del 5%, pari a 14 milioni di euro in meno. Più marcata la flessione della Germania, seconda destinazione, che perde l'11,8%, corrispondente a 30 milioni di euro. Gli Stati Uniti registrano un calo del 4,1%, mentre Regno Unito e Spagna segnano rispettivamente -0,2% e -2,4%.
Il comparto mobili esporta 1,3 miliardi di euro, pari al 26% del totale nazionale, con una flessione del 5,1%, la più marcata tra le regioni italiane considerate nel quadro nazionale del mobile.
Anche in questo caso la Germania rappresenta uno dei principali fattori di debolezza: le esportazioni di mobili verso il mercato tedesco scendono del 12,5%, a 177 milioni di euro. La Francia si conferma prima destinazione, con 233 milioni e un calo del 5,1%. Tra i mercati in crescita figurano la Svizzera (+9,2%) e il Canada (+20,3%), mentre la Russia rientra tra le prime dieci destinazioni grazie a un incremento del 6,9%.
Treviso supera il miliardo di export, ma perde l'8,3%
A livello provinciale, Treviso si conferma la prima provincia italiana per valore complessivo delle esportazioni della filiera legno-arredo, con oltre un miliardo di euro nel primo semestre 2026. Il risultato è tuttavia accompagnato da una contrazione dell'8,3%, che colloca il territorio tra le dieci province italiane con le flessioni più consistenti.
Treviso mantiene anche il primato nazionale nell'export di legno, con circa 114 milioni di euro. Nel comparto mobili, le esportazioni raggiungono 826 milioni di euro, in calo del 4,2% rispetto al primo semestre 2025.
Tra le principali criticità figurano le vendite verso la Germania, secondo mercato di destinazione, che scendono del 14,5% a circa 117 milioni di euro, con una perdita di circa 20 milioni. La Francia registra invece una contrazione del 2,6%, pari a 4 milioni di euro in meno rispetto a un valore complessivo di 165 milioni.
Segnali positivi arrivano dal Canada, che guadagna circa 9 milioni di euro, e dalla Svizzera, con un incremento di 2,5 milioni. In flessione anche le esportazioni verso gli Emirati Arabi Uniti e la Cina.
Friuli-Venezia Giulia, export oltre il miliardo ma in calo del 5,4%
Il Friuli-Venezia Giulia registra nel primo semestre 2026 esportazioni della filiera legno-arredo superiori al miliardo di euro, pari al 15% del valore nazionale, ma in diminuzione del 5,4% rispetto allo stesso periodo del 2025.
La regione rappresenta un polo rilevante per il settore, con un fatturato 2025 di circa 4,3 miliardi di euro, di cui 3,3 miliardi nell'arredo e circa 1,1 miliardi nel legno. Le imprese sono 1.615 e gli addetti 18.140, di cui 13.740 impiegati nell'arredo.
Il Regno Unito è la prima destinazione dell'export regionale e cresce del 2,4%. Positivi anche i risultati verso Spagna (+6,5%) e Polonia (+15,2%). A pesare sono soprattutto le contrazioni negli Stati Uniti e in Germania, entrambi in calo del 19,5%. Per il mercato statunitense la perdita è pari a 35 milioni di euro.
Il comparto mobili raggiunge 937 milioni di euro di esportazioni, in diminuzione del 6,1%. La dinamica regionale risente in particolare dell'andamento di Pordenone, provincia che rappresenta il 66% del valore esportato dalla filiera friulana.
Pordenone seconda provincia italiana nell'export di legno-arredo
Con 746 milioni di euro esportati, Pordenone si conferma la seconda provincia italiana per valore della filiera legno-arredo, dopo Treviso. Il risultato registra tuttavia una flessione del 4,9%.
La contrazione delle vendite verso gli Stati Uniti rappresenta il principale elemento di debolezza: l'export verso il mercato americano diminuisce del 21,8%, con 31,6 milioni di euro in meno. In calo anche le esportazioni verso Germania (-8,3%), Regno Unito (-6%) e Francia (-1,6%). La Spagna mostra invece una crescita del 6,5%.
Nel solo comparto mobili, Pordenone raggiunge 697 milioni di euro, confermandosi seconda provincia italiana per valore esportato, ma con una flessione del 5,1%. Anche in questo segmento pesa il mercato statunitense, seconda destinazione per valore, verso cui le esportazioni diminuiscono del 21,1%, con circa 30 milioni di euro in meno.
Trentino-Alto Adige in controtendenza: export a 172 milioni, +2%
Il Trentino-Alto Adige è l'unica delle quattro regioni analizzate a chiudere il primo semestre 2026 con una crescita delle esportazioni della filiera legno-arredo. Il valore raggiunge 172 milioni di euro, in aumento del 2% rispetto ai primi sei mesi del 2025. La regione occupa la nona posizione nazionale per export complessivo della filiera, ma si distingue nel comparto legno, che rappresenta il 67% delle esportazioni regionali.
Il fatturato 2025 della filiera supera di poco 1,5 miliardi di euro, di cui circa 1,3 miliardi nel legno e 265 milioni nell'arredo. Il sistema produttivo conta circa 1.900 imprese e 10.850 addetti.
Le esportazioni di legno raggiungono 115 milioni di euro, con una crescita del 4,7%. La Germania si conferma il primo mercato, con circa 33 milioni di euro e un incremento del 3%. Segue l'Austria, che cresce del 13,1% e assorbe 27 milioni di euro di esportazioni. Positivi anche i risultati verso Svizzera (+5,2%) e Francia (+11,7%). In controtendenza gli Stati Uniti, in calo del 31,6%, con una perdita di circa 3 milioni di euro.
Bolzano cresce nel legno e nella filiera: bene Regno Unito, Svizzera e Austria
La provincia di Bolzano si conferma la seconda in Italia per valore delle esportazioni di legno, dopo Treviso, con 109 milioni di euro nel primo semestre 2026 e una crescita del 7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente.
Considerando l'intera filiera legno-arredo, le esportazioni provinciali raggiungono 158 milioni di euro, in aumento del 2,7%. Tra le destinazioni più dinamiche spicca il Regno Unito, che registra una crescita del 67,8%. Positivi anche i risultati verso Svizzera (+17,9%), Austria (+12,1%) e Francia (+0,7%).
La Germania segna invece una flessione del 2,7%. Il risultato complessivo conferma il contributo del comparto legno alla performance positiva del Trentino-Alto Adige, in un semestre caratterizzato da difficoltà diffuse sui principali mercati esteri.
Mercati esteri e diversificazione, la sfida per la filiera nel secondo semestre
Il quadro territoriale restituisce una filiera esposta a dinamiche internazionali differenziate. Le difficoltà di Stati Uniti e Germania pesano soprattutto su Lombardia, Veneto e Friuli-Venezia Giulia, mentre alcuni mercati europei, tra cui Regno Unito, Svizzera, Spagna e Polonia, mostrano segnali di crescita in specifici territori e comparti.
La performance del Trentino-Alto Adige evidenzia inoltre il contributo che una specializzazione produttiva orientata al legno può offrire ai risultati complessivi regionali. Allo stesso tempo, i dati di Monza e Brianza e di Bolzano mostrano come l'andamento provinciale possa discostarsi da quello della regione di appartenenza.
Per la filiera legno-arredo, il secondo semestre si apre quindi in un contesto che richiede attenzione all'evoluzione della domanda internazionale e alla diversificazione dei mercati di sbocco, con particolare riguardo alle destinazioni che hanno registrato una crescita nei primi sei mesi dell'anno.