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Export del legno-arredo in calo del 3,9%: FederlegnoArredo chiede mercati accessibili e regole eque

Nei primi sette mesi del 2026 le vendite all’estero della filiera italiana arretrano rispetto allo stesso periodo del 2025, con flessioni significative negli Stati Uniti, in Germania e in Francia. Il neo presidente Elia Vismara richiama la necessità di sostenere l’internazionalizzazione con politiche industriali, investimenti nelle competenze e condizioni di accesso ai mercati più favorevoli

mercoledì 28 ottobre 2026 - Redazione Build News

legno-costruzione

Tensioni geopolitiche, dazi e instabilità degli scambi stanno ridisegnando gli equilibri del commercio internazionale, rendendo più complesso il percorso di crescita sui mercati esteri per le imprese italiane del legno-arredo. Nei primi sette mesi del 2026, le esportazioni della filiera hanno registrato una contrazione del 3,9% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, secondo le elaborazioni del Centro Studi FederlegnoArredo su dati Eurostat.

È questo lo scenario al centro dell’Assemblea Generale di FederlegnoArredo, svoltasi al Salone d’Onore della Triennale Milano, in occasione del passaggio di consegne tra Claudio Feltrin e il nuovo presidente Elia Vismara, eletto per il quadriennio 2026-2030.

Il confronto ha posto al centro le condizioni necessarie per sostenere la competitività internazionale della filiera, che comprende comparti strategici per il Made in Italy, dalla produzione di mobili ai prodotti in legno. L’obiettivo è rafforzare la presenza sui mercati consolidati e, al contempo, individuare nuove opportunità di sviluppo in un contesto economico sempre meno prevedibile.

Vismara: «Non basta indicare i mercati, occorre creare le condizioni per raggiungerli»

Per il neo presidente di FederlegnoArredo, l’internazionalizzazione rimane una leva fondamentale per la crescita delle imprese, ma richiede un sostegno che vada oltre la promozione commerciale.

«L’internazionalizzazione resta una leva fondamentale per la crescita della nostra filiera, ma oggi non possiamo limitarci a invitare le imprese a cercare nuovi mercati: dobbiamo creare le condizioni perché possano raggiungerli e competere ad armi pari», ha dichiarato Elia Vismara.

Tra le priorità indicate figurano il contrasto alla concorrenza sleale, l’accesso equo ai mercati e alle materie prime e il riconoscimento degli investimenti sostenuti dalle aziende. Secondo Vismara, è inoltre necessario accompagnare le imprese nell’apertura di nuove opportunità commerciali senza trascurare le destinazioni tradizionali.

Un ruolo rilevante spetta anche alla formazione e allo sviluppo delle competenze delle nuove generazioni, elementi che contribuiscono alla capacità della filiera di innovare e mantenere il proprio posizionamento competitivo a livello internazionale.

Francia, Stati Uniti e Germania: oltre 288 milioni di euro di export in meno

La flessione delle esportazioni interessa in particolare i tre principali mercati di destinazione del legno-arredo italiano. Nei primi sette mesi del 2026, le vendite registrano un calo del 4,4% in Francia, del 9,4% negli Stati Uniti e del 7,4% in Germania.

Nel complesso, le tre destinazioni determinano una riduzione dell’export superiore a 288 milioni di euro rispetto allo stesso periodo del 2025. Si tratta di mercati strategici per le imprese italiane, la cui contrazione incide in modo significativo sull’andamento complessivo della filiera.

La distribuzione geografica delle esportazioni evidenzia una forte concentrazione in Europa: tra gennaio e luglio 2026, il continente assorbe il 69,1% dell’export italiano del legno-arredo, considerando sia l’Unione europea sia i Paesi europei extra UE. La sola UE27 rappresenta il 53% del totale.

Il peso dell’Europa sul totale delle esportazioni aumenta rispetto al 67,7% dello stesso periodo del 2025. Questo andamento è legato soprattutto alla contrazione più marcata delle vendite nel resto del mondo, diminuite del 7,9%, a fronte di una flessione del 2% sui mercati europei.

All’interno del continente, le maggiori difficoltà riguardano l’UE27, che registra un calo del 2,4%, mentre l’Europa extra UE mostra una flessione più contenuta, pari allo 0,6%.

Medio Oriente in difficoltà, ma crescono Spagna, Svizzera e Turchia

Tra le aree geografiche che evidenziano le maggiori criticità figura il Medio Oriente, dove l’export della filiera arretra del 10,8%. Particolarmente significativa la flessione delle vendite in Arabia Saudita, pari al 23,3%, mentre gli Emirati Arabi Uniti registrano una contrazione dell’8,3%.

In un quadro complessivamente negativo, alcuni mercati continuano tuttavia a offrire opportunità per le imprese italiane. La Spagna cresce del 5,4% e la Svizzera del 4,7%, consolidando il proprio ruolo tra le principali destinazioni della filiera. Incrementi più dinamici si registrano in Turchia, con un aumento del 13,9%, e in Grecia, in crescita del 9,8%, seppure con volumi più contenuti.

Questi dati confermano l’importanza di diversificare le destinazioni commerciali e di monitorare con attenzione l’evoluzione della domanda internazionale. Per le aziende del settore, ampliare la presenza geografica può contribuire a ridurre la dipendenza dai singoli mercati, purché sia accompagnato da strumenti adeguati per affrontare le differenze normative, commerciali e competitive dei diversi Paesi.

Salone del Mobile.Milano, una piattaforma per la competitività internazionale

La capacità di competere all’estero dipende anche dalla solidità del sistema produttivo e dalla collaborazione tra imprese, istituzioni e strumenti di promozione. In questo quadro, il Salone del Mobile.Milano rappresenta una piattaforma strategica per mettere in relazione la manifattura italiana con i principali protagonisti della domanda internazionale.

«La vera sfida per il Made in Italy non è soltanto conquistare nuovi mercati, ma continuare a essere protagonisti nella definizione del valore, dei linguaggi e dei modelli dell’abitare nel mondo. Per riuscirci, dobbiamo superare la logica della promozione e ragionare in termini di politica industriale», ha dichiarato Maria Porro, presidente del Salone del Mobile.Milano.

Secondo Porro, la manifestazione costituisce un’infrastruttura strategica per la competitività del Paese, capace di attrarre in Italia gli operatori internazionali, generare opportunità di business e offrire alle imprese una visibilità globale che sarebbe più difficile costruire individualmente.

Il vantaggio competitivo del design italiano, ha aggiunto, deriva dalla capacità di integrare cultura progettuale, manifattura e innovazione in un sistema produttivo riconoscibile sui mercati internazionali. Per consolidare questa posizione sono necessari investimenti, visione e una maggiore capacità di anticipare le trasformazioni del settore.

Politica industriale e nuove competenze per sostenere il Made in Italy

L’Assemblea Generale ha visto anche gli interventi del ministro degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale Antonio Tajani, con un videomessaggio, del presidente di Confindustria Emanuele Orsini, intervistato da Andrea Cabrini, e di Paolo Magri, presidente del Comitato scientifico dell’ISPI e docente di Relazioni internazionali all’Università Bocconi.

Il confronto ha riportato l’attenzione sul rapporto tra politica industriale, promozione internazionale e capacità manifatturiera. Per la filiera del legno-arredo, sostenere l’export significa infatti intervenire su più fronti: favorire l’accesso ai mercati, assicurare condizioni competitive eque, rafforzare gli strumenti di accompagnamento delle imprese e investire nelle competenze necessarie per affrontare un contesto globale in evoluzione.

La sfida indicata da FederlegnoArredo è quindi duplice: ampliare le opportunità commerciali e consolidare il valore industriale e culturale del prodotto italiano. In un mercato internazionale caratterizzato da andamenti differenziati e crescenti incertezze, la capacità di agire come sistema diventa un elemento centrale per sostenere la crescita della filiera e il posizionamento del Made in Italy.

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