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Legno Energia Italia, AIEL presenta alla Camera cinque proposte per il futuro della filiera bosco-legno-energia

Dalla sicurezza energetica alla qualità dell’aria, passando per incentivi, fiscalità e competitività industriale: l’associazione propone una strategia nazionale per valorizzare le bioenergie forestali. Il Rapporto Statistico AIEL 2026 evidenzia progressi nella riduzione delle emissioni, ma anche la necessità di accelerare la sostituzione degli impianti obsoleti

giovedì 22 ottobre 2026 - Redazione Build News

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Riconoscere il ruolo della filiera bosco-legno-energia nelle politiche energetiche nazionali, sostenere la gestione forestale e rafforzare la competitività delle imprese. È questo il messaggio lanciato da AIEL – Associazione Italiana Energie Agroforestali in occasione di Legno Energia Italia. Foreste gestite, energia rinnovabile, futuro delle comunità, l’incontro che si è svolto il 22 ottobre 2026 alla Camera dei Deputati, su iniziativa dell’onorevole Luca Squeri.

L’appuntamento ha riunito rappresentanti delle istituzioni, delle imprese e del settore forestale per discutere le prospettive della filiera e il suo contributo alla sicurezza energetica, alla sostenibilità ambientale e allo sviluppo economico dei territori. Al centro del confronto, una piattaforma di cinque proposte politiche che AIEL rivolge al Governo e al Parlamento per costruire un quadro normativo stabile e favorire una maggiore integrazione tra politiche energetiche, forestali, ambientali e industriali.

La filiera, secondo l’associazione, può contribuire alla valorizzazione delle risorse forestali nazionali e allo sviluppo di economie locali, a condizione che la produzione energetica sia accompagnata da una gestione sostenibile dei boschi e da un progressivo miglioramento delle prestazioni ambientali degli impianti.

Pichetto Fratin: valorizzare le foreste migliorando la qualità dell’aria

Un riconoscimento del ruolo delle bioenergie forestali è arrivato dal ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto Fratin, intervenuto con un videomessaggio.

«L’Italia possiede un patrimonio forestale straordinario, un tesoro che dobbiamo tutelare e valorizzare. Le bioenergie forestali consentono di trasformare in una preziosa risorsa energetica i materiali derivanti dalla corretta gestione dei boschi, contribuendo alla transizione energetica e allo sviluppo delle economie locali», ha sottolineato il ministro.

Pichetto Fratin ha richiamato anche la necessità di conciliare la crescita delle fonti rinnovabili con il miglioramento della qualità dell’aria, indicando tra gli strumenti di interesse il Conto Termico 3.0 e gli incentivi alla produzione elettrica da biomassa.

Il messaggio evidenzia una delle principali sfide del settore: valorizzare il potenziale energetico delle biomasse forestali senza trascurare la sostenibilità ambientale e l’efficienza delle tecnologie impiegate. Un percorso che richiede politiche coordinate, strumenti incentivanti adeguati e un confronto costante con le imprese della filiera.

AIEL: una strategia nazionale per energia, foreste e territori

Per Marco Bussone, presidente di AIEL, il riconoscimento del ruolo della filiera deve tradursi in un’integrazione stabile all’interno della programmazione nazionale.

«La filiera bosco-legno-energia deve trovare un posto riconoscibile e stabile nelle politiche nazionali. Perché può contribuire alla sicurezza energetica, rendere più accessibile il riscaldamento e creare lavoro nei territori in cui, mantenere un’attività economica, significa anche mantenere viva una comunità», ha dichiarato.

La prospettiva proposta dall’associazione supera quindi la sola dimensione energetica e coinvolge la gestione delle risorse forestali, la tenuta economica delle aree interne e la continuità delle attività produttive locali. La disponibilità di biomassa proveniente da una gestione sostenibile può infatti alimentare una filiera che comprende operatori forestali, imprese di trasformazione, produttori di apparecchi e distributori di combustibili legnosi.

Per consolidare questo sistema, AIEL ritiene necessario un quadro di riferimento che offra certezza agli investimenti, favorisca la collaborazione tra gli attori della filiera e consenta di programmare gli interventi su un orizzonte temporale adeguato.

Le cinque proposte politiche per Governo e Parlamento

A illustrare la piattaforma è stata Annalisa Paniz, direttrice generale di AIEL, che ha individuato cinque priorità per sostenere lo sviluppo del comparto.

Riconoscere il ruolo strategico della filiera bosco-legno-energia. L’associazione chiede di integrare stabilmente le bioenergie forestali nella programmazione energetica nazionale, attraverso politiche coordinate con gli obiettivi di gestione forestale, decarbonizzazione e sviluppo industriale.

Garantire una fiscalità equa e stabile. Tra le proposte figura la stabilizzazione dell’aliquota IVA al 10% sul pellet e un chiarimento del trattamento fiscale del cippato, per assicurare maggiore certezza agli operatori e agli utilizzatori.

Accelerare la sostituzione degli impianti obsoleti. AIEL sollecita incentivi continuativi e regole ambientali coerenti, capaci di favorire il ricambio tecnologico e la diffusione di apparecchi con migliori prestazioni emissive ed energetiche.

Sostenere le comunità energetiche termiche e le reti locali di calore rinnovabile. L’obiettivo è promuovere strumenti dedicati allo sviluppo di sistemi di produzione e distribuzione del calore rinnovabile, valorizzando le risorse disponibili nei territori.

Rafforzare la competitività delle imprese e delle filiere nazionali. La piattaforma propone di favorire gli investimenti produttivi, sviluppare contratti di filiera e promuovere l’utilizzo sostenibile delle biomasse nei processi di decarbonizzazione del calore industriale.

Per passare dalle proposte alle misure operative, AIEL chiede inoltre l’istituzione di un tavolo interministeriale permanente, con il coinvolgimento delle Regioni e del Parlamento. L’obiettivo è definire un percorso condiviso, dotato di responsabilità chiare, scadenze e risultati verificabili.

Il Rapporto Statistico AIEL 2026: 8,8 milioni di generatori a biomassa

A sostegno delle richieste avanzate alle istituzioni, durante l’incontro sono stati presentati i dati del Rapporto Statistico AIEL 2026, che restituisce un quadro del patrimonio tecnologico e dell’evoluzione dei consumi nel settore.

Secondo il rapporto, in Italia sono installati circa 8,8 milioni di generatori a biomassa. Tra il 2021 e il 2025, i consumi finali lordi di energia termica da biomassa si sono ridotti del 26,1%, mentre le emissioni di particolato risultano diminuite del 38% rispetto al 2010.

I dati indicano un’evoluzione del comparto, ma mettono in evidenza anche una criticità rilevante: il 90% delle emissioni di particolato proviene ancora dagli apparecchi appartenenti alle classi ambientali a due stelle o inferiori.

La permanenza di una quota consistente di generatori tecnologicamente superati rappresenta quindi uno dei principali ostacoli al miglioramento complessivo delle prestazioni ambientali del parco installato. Per questo motivo, il ricambio degli apparecchi meno efficienti costituisce una priorità sia per la qualità dell’aria sia per una valorizzazione più sostenibile delle biomasse legnose.

Sostituzione degli impianti e incentivi: la sfida della qualità dell’aria

Il dato sulle emissioni conferma l’importanza di affiancare alla promozione delle bioenergie un percorso di ammodernamento tecnologico. La sostituzione dei generatori più obsoleti con apparecchi più performanti può contribuire a ridurre l’impatto ambientale del riscaldamento a biomassa, soprattutto se accompagnata da un’installazione corretta, una manutenzione adeguata e un utilizzo appropriato dei combustibili.

In questa prospettiva, gli incentivi assumono una funzione determinante: possono favorire il superamento delle barriere economiche che rallentano il rinnovo degli impianti e orientare le scelte degli utenti verso tecnologie più efficienti.

La richiesta di strumenti stabili avanzata da AIEL risponde proprio a questa esigenza. Un sistema di sostegno prevedibile consentirebbe a famiglie e imprese di programmare gli interventi e agli operatori del settore di pianificare gli investimenti, favorendo un ricambio tecnologico più rapido e risultati ambientali più consistenti

Filiera nazionale, comunità locali e decarbonizzazione del calore

La valorizzazione della filiera bosco-legno-energia riguarda anche la capacità di generare attività economica nelle aree forestali e nelle comunità locali. La gestione sostenibile dei boschi, la raccolta e la trasformazione del legno e la produzione di combustibili possono sostenere occupazione e competenze, contribuendo alla continuità delle attività produttive nei territori meno densamente popolati.

Un ulteriore ambito di sviluppo è rappresentato dalle reti locali di calore rinnovabile e dall’impiego delle biomasse nei processi industriali che richiedono energia termica. In questi contesti, la disponibilità di risorse legnose può concorrere alla diversificazione delle fonti energetiche, purché siano valutate attentamente la sostenibilità degli approvvigionamenti, l’efficienza degli impianti e le prestazioni ambientali.

Per AIEL, integrare queste opportunità nella programmazione nazionale significa riconoscere alla filiera un ruolo che coinvolge contemporaneamente energia, industria, gestione forestale e sviluppo territoriale.

Una governance stabile per il futuro delle bioenergie forestali

Il confronto alla Camera dei Deputati ha riportato al centro dell’agenda la necessità di una strategia di lungo periodo per il settore. Le cinque proposte di AIEL delineano un percorso che combina riconoscimento istituzionale, stabilità fiscale, rinnovo tecnologico, sviluppo delle reti termiche e sostegno alla competitività delle imprese.

Il Rapporto Statistico 2026 offre, al tempo stesso, elementi utili per orientare le politiche: da un lato, la riduzione dei consumi termici da biomassa e delle emissioni di particolato; dall’altro, la persistente incidenza degli apparecchi più obsoleti, che rende urgente accelerare il ricambio del parco installato.

La sfida sarà tradurre queste indicazioni in misure coordinate e verificabili, capaci di coniugare sicurezza energetica, qualità dell’aria e valorizzazione sostenibile delle risorse forestali. Per la filiera bosco-legno-energia, il passaggio decisivo è ora costruire le condizioni normative, economiche e industriali per contribuire in modo stabile alla transizione energetica e allo sviluppo delle comunità.

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