L'accesso alla casa richiede un nuovo modello di collaborazione tra istituzioni e investitori privati. È questo il messaggio lanciato da Stefano Scalera, amministratore delegato di Invimit SGR, intervenuto al convegno promosso da Confassociazioni dedicato al tema dell'abitare.
Al centro dell'intervento, il ruolo del Fondo Housing Coesione, individuato come uno degli strumenti per favorire la realizzazione di nuovi interventi di housing sociale attraverso una cooperazione strutturata tra settore pubblico e mercato.
Il ruolo delle Regioni e delle risorse europee
Secondo Scalera, il primo passo spetta alle Regioni, chiamate a conferire al Fondo Housing Coesione le risorse europee già programmate per l'edilizia residenziale.
Il conferimento consentirebbe infatti di contabilizzare tali risorse come spesa effettivamente sostenuta, evitando il rischio di perdere fondi che devono essere impegnati entro le scadenze previste dalla programmazione europea.
Un elemento che, secondo Invimit, garantirebbe al tempo stesso il mantenimento del legame territoriale delle risorse: ogni Regione continuerebbe infatti a finanziare esclusivamente interventi localizzati nel proprio territorio, conservandone il monitoraggio e la rendicontazione.
L'effetto leva per attrarre capitali privati
Per Invimit il principale valore aggiunto del modello risiede nella capacità di attivare un effetto leva sugli investimenti.
La partecipazione pubblica, attraverso le Regioni e la stessa società di gestione del risparmio controllata dal Ministero dell'Economia e delle Finanze, è infatti considerata uno strumento in grado di attrarre capitali privati interessati a investimenti caratterizzati da rendimenti più contenuti rispetto alle operazioni speculative, ma orientati a soddisfare un bisogno sociale come quello dell'abitare.
Operativamente, il modello prevede due modalità di intervento. La prima riguarda immobili pubblici conferiti dagli enti territoriali a fondi immobiliari gestiti da società di gestione del risparmio. La seconda interessa immobili privati, purché l'operazione sia promossa dall'ente locale competente e venga riconosciuta di interesse pubblico attraverso un apposito atto amministrativo.
La Missione REgenera passa alla fase operativa
Il modello delineato da Invimit trova una prima applicazione concreta nella Missione REgenera, iniziativa già approvata dal Consiglio di amministrazione della società.
Il programma prevede la realizzazione di cinque interventi immobiliari distribuiti in altrettante città italiane, con la creazione di 400 alloggi, pari a circa 1.000 posti letto, destinati ai lavoratori del settore sanitario attraverso formule di locazione a canone calmierato.
L'operazione sarà sostenuta dall'investimento del Ministero dell'Economia e delle Finanze insieme ad altri investitori istituzionali, configurandosi come un esempio di partenariato tra capitale pubblico e privato applicato al settore dell'housing sociale.
Un modello per ampliare l'offerta abitativa
L'intervento di Scalera si inserisce nel più ampio dibattito sulle politiche abitative, in una fase caratterizzata dalla crescente difficoltà di accesso alla casa nelle principali città italiane e dall'esigenza di incrementare l'offerta di alloggi a costi sostenibili.
Secondo la visione illustrata da Invimit, il Fondo Housing Coesione potrebbe rappresentare uno strumento capace non solo di accelerare l'utilizzo delle risorse europee già disponibili, ma anche di favorire la realizzazione di nuovi interventi attraverso un modello finanziario in cui il settore pubblico svolge un ruolo di catalizzatore degli investimenti privati.
Un approccio che punta a rafforzare il ruolo degli enti territoriali nella promozione di politiche abitative e a sostenere la realizzazione di nuovi alloggi destinati alle fasce di popolazione che, pur non rientrando nell'edilizia residenziale pubblica tradizionale, incontrano crescenti difficoltà ad accedere al mercato della locazione.