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Mobilità elettrica, il 2025 segna la ripresa: in Italia le auto elettriche arrivano al 12,6%

Lo Smart Mobility Report 2026 dell’Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano fotografa la crescita di veicoli e infrastrutture, ma evidenzia la distanza dagli obiettivi PNIEC al 2030

mercoledì 23 settembre 2026 - Redazione Build News

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Il 2025 segna una nuova fase di crescita per la mobilità elettrica in Europa e in Italia. Dopo la frenata registrata nel 2024, lo scorso anno le immatricolazioni di autovetture elettriche hanno raggiunto in Italia circa 193.000 unità, di cui 98.000 BEV e 95.000 PHEV, portando la quota di mercato al 12,6%, circa cinque punti percentuali in più rispetto all’anno precedente.

Il dato italiano rimane tuttavia distante dalla media europea. Nel 2025, considerando l’Europa insieme a Regno Unito e Paesi EFTA, sono state immatricolate circa 3,9 milioni di autovetture elettriche, con una market share del 26,8%, in crescita rispetto al 22,7% del 2024.

Sono alcuni dei principali risultati dello Smart Mobility Report 2026, giunto alla decima edizione e realizzato dall’Energy&Strategy della School of Management del Politecnico di Milano.

Crescono anche le infrastrutture di ricarica

Alla ripresa delle immatricolazioni si accompagna lo sviluppo della rete di ricarica. Alla fine del 2025 erano circa 1,3 milioni i punti di ricarica pubblici installati in Europa, il 23% in più rispetto al 2024.

In Italia i punti pubblici hanno raggiunto quota 77.000, con una crescita annua del 17%. Il report evidenzia inoltre un'accelerazione nell'installazione dei dispositivi fast, destinati ad avere un ruolo sempre più rilevante nell'evoluzione della rete.

La crescita delle infrastrutture rappresenta uno degli elementi necessari per sostenere la diffusione dei veicoli elettrici, ma secondo l’analisi del Politecnico di Milano il ritmo attuale non sarebbe sufficiente a garantire il raggiungimento degli obiettivi nazionali.

Il target PNIEC del 2030 resta distante

Il PNIEC prevede per il 2030 un parco di 6,6 milioni di autovetture elettriche in Italia. Secondo gli scenari elaborati dallo Smart Mobility Report 2026, il traguardo appare però sempre più difficile da raggiungere.

Nello scenario Business As Usual (BAU), che ipotizza la prosecuzione delle dinamiche attuali, nel 2030 si arriverebbe a circa 3,1 milioni di auto elettriche. Il dato salirebbe a 3,6 milioni nello scenario Boosted, sostenuto da politiche specifiche, e a 4,2 milioni nello scenario Decarbonization, caratterizzato da interventi ancora più incisivi.

La distanza tra gli scenari aumenta ulteriormente guardando al 2035, evidenziando il ruolo delle politiche pubbliche nell'influenzare la velocità della transizione.

Il ruolo della normativa nella crescita dell’elettrico

Secondo Vittorio Chiesa, direttore di Energy&Strategy e responsabile del Report, il mercato della mobilità elettrica rimane fortemente condizionato dalle politiche pubbliche.

«I dati mostrano chiaramente come il mercato della mobilità elettrica sia ancora piuttosto policy-driven», sottolinea Chiesa, evidenziando il legame tra andamento delle immatricolazioni e normativa. Per sostenere gli investimenti degli operatori, secondo l’analisi, diventano quindi centrali stabilità, chiarezza e meccanismi di supporto pluriennali.

L'accelerazione registrata nel 2025 coincide, infatti, con l'entrata in vigore dei più recenti limiti alle emissioni delle autovetture di nuova immatricolazione previsti dal Regolamento europeo 2019/631.

Una dinamica analoga emerge anche nel trasporto merci. Tra il 2024 e il 2025 la quota dell’elettrico nei veicoli commerciali leggeri è passata dal 7% al 12% in Europa e dal 2% al 5% in Italia. Per i veicoli industriali tra 3,5 e 16 tonnellate, la quota è salita dall’8,6% al 15,4% in Europa e dal 3,9% all’11% in Italia.

Un’offerta più ampia, ma ancora concentrata sui segmenti medio-alti

A crescere non è soltanto la domanda. Anche l’offerta di modelli elettrici disponibili sul mercato italiano si è ampliata.

A giugno 2026 erano 183 i modelli BEV disponibili in Italia, il 49% in più rispetto al periodo precedente. Il mercato, tuttavia, resta caratterizzato da una forte presenza di modelli appartenenti ai segmenti medio-alti: il 68% dell’offerta si concentra infatti nei segmenti C-F.

Per una diffusione più ampia della mobilità elettrica sarà quindi importante aumentare la disponibilità di vetture accessibili, in particolare nei segmenti A e B.

La pressione dell’industria automotive cinese

È in questo spazio di mercato che si inserisce anche la crescente presenza dei costruttori cinesi.

Nel 2025 le importazioni di autovetture dalla Cina verso l’Unione Europea hanno raggiunto 13,8 miliardi di euro, determinando per la prima volta un saldo negativo di 5,4 miliardi e un’inversione rispetto al passato nei flussi commerciali.

Per le BEV, tra il 2024 e il 2025 si è inoltre osservato uno spostamento verso modelli più piccoli e a basso costo, proprio in una fascia nella quale l'offerta europea risulta ancora meno articolata.

La revisione del quadro normativo europeo

A influenzare la traiettoria della mobilità elettrica sarà anche l’evoluzione del quadro normativo europeo.

Il cosiddetto Pacchetto Automotive introduce ulteriori elementi di flessibilità rispetto agli standard emissivi. Secondo l’analisi dello Smart Mobility Report, la proposta di revisione del Regolamento 2019/631 potrebbe modificare sensibilmente la composizione futura del mercato.

In particolare, la quota di BEV nelle nuove immatricolazioni potrebbe raggiungere l’89%, anziché il 100%, mentre ulteriori flessibilità sulle emissioni contenute nella prima bozza di Rapporto del Parlamento Europeo porterebbero la quota al 58%.

Il report evidenzia quindi la necessità di mantenere coerente il percorso di decarbonizzazione di lungo periodo, valutando l'impatto delle modifiche normative sulla diffusione delle diverse tecnologie.

Flotte aziendali, una leva per la transizione

Un altro elemento strategico individuato dal rapporto è rappresentato dalle flotte aziendali. In Italia queste rappresentano il 46% delle immatricolazioni di autovetture e percorrono mediamente tre volte la distanza annua delle vetture private.

Il loro ruolo potrebbe inoltre estendersi al mercato dell’usato, alimentandolo con veicoli elettrici in buono stato e a prezzi più accessibili.

La survey condotta da Energy&Strategy su 219 imprese mostra però che l’elettrificazione delle flotte è ancora limitata. BEV e PHEV rappresentano il 25% delle flotte analizzate e nel 2025 il 44% delle aziende non aveva immatricolato alcuna BEV.

Allo stesso tempo, l’esperienza delle imprese che hanno introdotto le auto elettriche appare positiva: il 79% dichiara che le reinserirebbe nella propria flotta e il 60% rileva benefici economici. Tra gli strumenti indicati per accelerare il processo figurano incentivi all’acquisto e leve fiscali.

Batterie, cresce l’importanza del riciclo

La transizione verso l’elettrico porta con sé anche una nuova esigenza industriale: sviluppare una filiera europea del riciclo delle batterie capace di recuperare materie prime e ridurre la dipendenza dalle importazioni.

Tra il 2016 e il 2026 sono state fondate in Europa 24 nuove società attive nel riciclo delle batterie al litio. Tra gli operatori fisici, il 43% adotta un modello integrato che comprende pretrattamento e recupero dei materiali.

Nel 2025 erano operativi nel mondo circa 200 impianti di riciclo, con 3,5 milioni di tonnellate di capacità di pretrattamento e 2,9 milioni di tonnellate di trattamento. A queste si aggiungono circa 7 milioni di tonnellate di nuova capacità in fase di progettazione, costruzione o espansione.

Per l’Europa, sottolinea il report, sarà necessario costruire una filiera dimensionata sui volumi futuri, accompagnata da standard comuni per diagnosi, classificazione e tracciabilità delle batterie e da mercati stabili per l’utilizzo delle materie prime seconde.

Ricarica pubblica e privata: gli scenari al 2035

La crescita della mobilità elettrica comporterà anche un ulteriore sviluppo delle infrastrutture.

Secondo gli scenari del report, i punti di ricarica pubblici in Italia passerebbero dai circa 77.000 del 2025 a 93.000 nel 2030 nello scenario BAU, 103.000 nel Boosted e 113.000 nel Decarbonization. Nel 2035 si arriverebbe rispettivamente a circa 137.000, 160.000 e 175.000 punti.

La quota dei dispositivi fast raggiungerebbe circa il 30% nel 2030 e il 35% nel 2035.

Ancora più marcata sarebbe la crescita della ricarica privata: dai circa 630.000 punti del 2025 si arriverebbe nel 2030 a 2,4 milioni nello scenario BAU, 2,7 milioni nel Boosted e 2,9 milioni nel Decarbonization. Nel 2035 la stima varia tra 5,2 e 6,3 milioni di punti.

La transizione dipenderà dalle scelte dei prossimi anni

Lo Smart Mobility Report 2026 restituisce quindi un quadro caratterizzato da una ripresa del mercato, dall’ampliamento dell’offerta e dalla crescita delle infrastrutture, ma anche da una significativa distanza tra l’andamento attuale e gli obiettivi di lungo periodo.

La traiettoria verso il 2030 e il 2035 dipenderà dalla combinazione di diversi fattori: evoluzione della normativa, disponibilità di modelli più accessibili, sviluppo delle reti di ricarica, elettrificazione delle flotte aziendali e consolidamento della filiera industriale delle batterie.

Il confronto tra gli scenari elaborati dal report evidenzia in particolare quanto le politiche e gli investimenti possano incidere sulla velocità della transizione verso la mobilità elettrica.

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