Valdagno, in provincia di Vicenza, è il primo Comune italiano a introdurre un divieto operativo per la pubblicità dei combustibili fossili. Il Consiglio comunale ha approvato l'aggiornamento del Piano per la pubblicità e le pubbliche affissioni, inserendo specifiche limitazioni all'installazione, all'esposizione e alla diffusione di messaggi promozionali relativi ai combustibili fossili e ai prodotti alimentati esclusivamente da queste fonti energetiche.
La nuova disciplina prevede il divieto entro un raggio di 150 metri da luoghi considerati sensibili, tra cui ospedali, piazze, scuole, parchi, residenze sanitarie assistenziali (RSA) e aree destinate al trasporto pubblico. Una disposizione che interessa una porzione significativa del territorio comunale e che introduce un criterio preciso per individuare le campagne pubblicitarie non ammesse.
L'esempio indicato dall'amministrazione chiarisce il perimetro della misura: la pubblicità di un'automobile alimentata esclusivamente a diesel rientra nel divieto, mentre quella di un veicolo ibrido ne resta esclusa.
Dal dibattito politico alle regole applicative
La decisione di Valdagno rappresenta un passaggio significativo nel panorama italiano delle politiche locali contro la promozione commerciale dei combustibili fossili.
Altri Comuni, tra cui Firenze, Genova, Monza e Rivoli, hanno già approvato mozioni che impegnano le rispettive amministrazioni a introdurre restrizioni alla pubblicità dei combustibili fossili e delle attività caratterizzate da elevate emissioni di CO₂.
Nel caso di Valdagno, tuttavia, l'indirizzo politico si è tradotto in una modifica concreta del regolamento comunale sulla pubblicità, rendendo operative le limitazioni previste.
Il provvedimento interviene quindi sulla gestione degli spazi pubblicitari e delle pubbliche affissioni, utilizzando uno strumento di competenza dell'amministrazione locale per orientare la comunicazione commerciale sul territorio.
La strategia energetica di Valdagno: rinnovabili e transizione
La scelta si inserisce in un percorso che il Comune di Valdagno dichiara di portare avanti da tempo sul fronte della sostenibilità energetica.
Come spiega il sindaco Maurizio Zordan, l'amministrazione ha conosciuto le esperienze europee sul tema attraverso la Padova Climate Action Week e ha successivamente introdotto le nuove disposizioni nel regolamento comunale.
«Questa previsione è assolutamente in linea con la storia del Comune di Valdagno e della Valle dell'Agno», ha dichiarato Zordan, ricordando gli investimenti nelle fonti rinnovabili, a partire dall'energia idroelettrica, l'adesione al Piano d'Azione per l'Energia Sostenibile e il Clima (PAESC) e il sostegno a un progetto di teleriscaldamento a biomassa destinato a una parte degli edifici pubblici.
Per il sindaco, la transizione energetica richiede anche un orientamento culturale e strategico rivolto ai cittadini, affinché le scelte individuali e collettive possano contribuire alla trasformazione del sistema energetico.
Padova Climate Action Week: l'appello raccolto dal Comune vicentino
All'origine dell'iniziativa c'è anche il lavoro di sensibilizzazione portato avanti dalla Padova Climate Action Week, manifestazione organizzata e promossa da Aequilibria, che lo scorso aprile aveva lanciato un appello ai Comuni italiani affinché adottassero misure contro la pubblicità dei combustibili fossili.
Valdagno ha raccolto questa sollecitazione, trasformandola in una disposizione regolamentare.
«Il Comune vicentino ha aperto la strada in Italia, ma non è un fenomeno isolato», ha commentato Daniele Pernigotti, CEO di Aequilibria e ideatore della Padova Climate Action Week. Secondo i dati citati dall'organizzazione, nei Paesi Bassi sono già 18 i Comuni che hanno introdotto o avviato restrizioni alla pubblicità fossile, mentre a livello internazionale sono oltre 60 le città e i territori che hanno adottato misure analoghe.
Pernigotti ha inoltre richiamato l'appello del Segretario generale delle Nazioni Unite António Guterres, che nel 2024 aveva invitato i governi a vietare la pubblicità delle aziende attive nel settore dei combustibili fossili.
Europa, le città che hanno già introdotto restrizioni alla pubblicità fossile
Il provvedimento di Valdagno si inserisce in una tendenza che interessa diverse amministrazioni europee, impegnate a intervenire sulla comunicazione commerciale attraverso regolamenti locali e politiche di gestione degli spazi pubblicitari pubblici.
Le esperienze già avviate presentano caratteristiche differenti. Alcune riguardano direttamente la promozione dei combustibili fossili, mentre altre estendono le restrizioni a prodotti e servizi ad alta intensità di carbonio, come voli aerei, crociere e automobili con motore a combustione.
Tra i casi più avanzati figura L'Aia, che dal 2025 applica un divieto inserito nella normativa comunale e confermato anche in sede giudiziaria.
Nel 2026 anche Amsterdam ha introdotto restrizioni nella propria ordinanza, estendendole alla pubblicità di combustibili fossili, voli, crociere, contratti energetici basati sulle fonti fossili e veicoli con motore a combustione.
Nel Regno Unito, Edimburgo ha invece adottato una policy che esclude dagli spazi pubblicitari controllati dal Comune diverse categorie di prodotti e servizi legati alle fonti fossili e alle emissioni elevate. Iniziative analoghe sono state introdotte o avviate anche da altre amministrazioni britanniche e svedesi.
Pubblicità e cambiamento climatico: verso criteri comuni europei
Oltre alla dimensione regolamentare, la questione investe il ruolo della comunicazione commerciale nella formazione dei comportamenti e delle abitudini di consumo.
Secondo Pernigotti, la pubblicità contribuisce a costruire l'immaginario collettivo e a influenzare la percezione dei prodotti e dei servizi. Limitare la promozione delle fonti fossili rappresenterebbe quindi, nella prospettiva di Aequilibria, uno strumento per accompagnare anche sul piano culturale il percorso di transizione energetica.
Per favorire la diffusione di provvedimenti analoghi, Aequilibria sta lavorando con il CEN, il Comitato europeo di normazione, alla definizione di un quadro comune per individuare, attraverso criteri scientifici e condivisi, i beni e i servizi ad alta intensità di carbonio.
L'obiettivo è mettere a disposizione delle amministrazioni pubbliche strumenti chiari per identificare le categorie di prodotti e attività interessate dalle eventuali restrizioni, rendendo più omogenea e concretamente applicabile la disciplina della pubblicità fossile.
L'esperienza di Valdagno apre così un nuovo capitolo nel rapporto tra politiche ambientali, regolamentazione degli spazi pubblicitari e transizione energetica. La possibilità di replicare il modello in altri Comuni dipenderà anche dalla disponibilità di criteri tecnici e normativi condivisi, capaci di tradurre gli obiettivi climatici in regole locali definite e applicabili.
Valle_dell'Agno_fonteWikimediaCommon