Rafforzare la resilienza dei sistemi idrici e migliorare la capacità di risposta agli effetti del cambiamento climatico attraverso una pianificazione coordinata. È questo l’obiettivo del Protocollo d’intesa sottoscritto il 15 ottobre 2026 a Roma da ARERA, l’Autorità di regolazione per energia reti e ambiente, e dalle sette Autorità di bacino distrettuale.
L’accordo si inserisce nel quadro delle più recenti disposizioni europee e della nuova Strategia europea per la resilienza idrica. La collaborazione punta a integrare le competenze regolatorie e quelle legate alla pianificazione dei bacini idrografici, favorendo un approccio coordinato alla gestione della risorsa.
La crescente pressione sulle disponibilità idriche rende infatti necessario intervenire sia sulle infrastrutture sia sugli strumenti di programmazione, con l’obiettivo di migliorare l’adattamento dei sistemi alle condizioni climatiche e agli eventi estremi.
Indicatore di resilienza e riutilizzo delle acque reflue
Tra gli ambiti di collaborazione figura l’applicazione dell’indicatore di resilienza idrica introdotto da ARERA, strumento destinato a contribuire alla valutazione della capacità dei sistemi di affrontare le criticità legate alla disponibilità della risorsa.
Un altro tema centrale è il riutilizzo delle acque reflue depurate, considerato una possibile leva per mitigare gli effetti della siccità e ampliare le risorse disponibili per determinati impieghi, nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa.
Il Protocollo comprende inoltre l’attuazione della nuova disciplina sulle acque potabili e la gestione delle acque meteoriche nei centri urbani. Si tratta di ambiti che richiedono un coordinamento tra infrastrutture, pianificazione territoriale e gestione del servizio idrico, anche per affrontare le conseguenze di periodi prolungati di scarsità d’acqua e di precipitazioni intense.
Coordinamento tra pianificazione e servizio idrico integrato
L’intesa punta anche a garantire maggiore coerenza tra i Piani di gestione delle acque, elaborati a livello distrettuale, e la pianificazione del servizio idrico integrato. Il raccordo tra questi strumenti è rilevante per allineare gli obiettivi di tutela e gestione della risorsa con gli interventi sulle reti e sulle infrastrutture.
«Il cambiamento climatico ci impone di potenziare le infrastrutture idriche e di costruire la capacità di adattamento dei sistemi con un approccio integrato, come chiedono anche le direttive europee», ha dichiarato il presidente di ARERA, Nicola Dell’Acqua. Il Protocollo, ha aggiunto, definisce regole comuni per lavorare sulle priorità condivise.
Al via il Comitato di coordinamento
Il Protocollo è immediatamente operativo. Dopo la firma si è svolta la prima riunione del Comitato di coordinamento, composto da rappresentanti di ARERA e delle Autorità di bacino distrettuale.
L’organismo avrà il compito di individuare le attività da sviluppare congiuntamente e di monitorarne l’attuazione, trasformando gli obiettivi dell’accordo in un programma di lavoro condiviso.
L’intesa consolida una collaborazione già sperimentata nell’aggiornamento dei Piani di gestione distrettuali e nella prima applicazione dell’indicatore di resilienza idrica. Il nuovo quadro di cooperazione mira così a rafforzare il coordinamento tra regolazione e pianificazione, con particolare attenzione alla sicurezza e alla gestione sostenibile della risorsa idrica in un contesto climatico in evoluzione.
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