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Rottamazione quinquies, primi incassi oltre le attese: raggiunto un miliardo di euro

Il viceministro Maurizio Leo traccia un primo bilancio della nuova definizione agevolata: le entrate hanno già superato le stime iniziali, ma la tenuta dei pagamenti sarà decisiva per misurare l’efficacia della misura fiscale

lunedì 12 ottobre 2026 - Redazione Build News

shutterstock_2636122133 Fonte: Shutterstock

La rottamazione quinquies supera il primo traguardo finanziario, con circa un miliardo di euro incassato attraverso i versamenti effettuati tra la fine di luglio e i primi giorni di ottobre 2026. Il dato, comunicato dal viceministro dell’Economia e delle Finanze Maurizio Leo, offre un primo riscontro positivo per la nuova definizione agevolata delle cartelle, ma lascia aperta la questione della continuità delle entrate nel medio e lungo periodo.

La misura, introdotta nell’ambito della Manovra 2026, punta a favorire il recupero dei crediti fiscali e contributivi attraverso condizioni di pagamento più sostenibili per i contribuenti interessati. Il risultato iniziale appare superiore alle previsioni, ma il vero banco di prova sarà la capacità di mantenere regolari i versamenti previsti dai piani di rientro.

Rottamazione quinquies, incassi doppi rispetto alle previsioni iniziali

A fare il punto sui primi risultati è stato Maurizio Leo, intervenuto il 10 ottobre 2026 alla trasmissione Rai Parlamento Settegiorni. In quell’occasione, il viceministro ha riferito che il gettito raggiunto dalla rottamazione quinquies si attesta intorno a un miliardo di euro, a fronte di una stima iniziale di circa 500 milioni.

Le aspettative del Governo sono quindi state riviste al rialzo: l’obiettivo indicato nell’intervento è arrivare a circa 1,2 miliardi di euro nel breve periodo. Un dato che conferma una partenza incoraggiante per il nuovo strumento di definizione agevolata.

Il risultato dei primi versamenti, tuttavia, non coincide necessariamente con quello che la misura riuscirà a garantire complessivamente. Le somme riscosse nelle fasi iniziali dovranno essere valutate insieme all'andamento delle successive scadenze, soprattutto per i contribuenti che hanno scelto di dilazionare il debito.

Obiettivo di 9 miliardi, ma il risultato si misurerà negli anni

La rottamazione quinquies punta a generare entrate complessive pari a circa 9 miliardi di euro. Per raggiungere questo traguardo sarà determinante la capacità dei contribuenti di rispettare gli impegni assunti con l'adesione.

La normativa consente infatti di distribuire il pagamento in un massimo di 54 rate bimestrali, con un piano che può estendersi per circa nove anni. Una soluzione pensata per ridurre il peso delle singole scadenze, ma che comporta anche un periodo particolarmente lungo durante il quale mantenere la regolarità dei versamenti.

È proprio questa durata a rendere prematuro qualsiasi giudizio definitivo. Il gettito iniziale comprende anche le somme versate da chi ha scelto il pagamento in un'unica soluzione, mentre per chi ha optato per la rateizzazione il contributo alle entrate pubbliche dipenderà dall'effettiva prosecuzione del piano.

Il precedente della rottamazione quater: entrate in diminuzione

L'esperienza delle precedenti definizioni agevolate rappresenta un riferimento importante per valutare le prospettive della nuova misura. Nel caso della rottamazione quater, gli incassi complessivi sono diminuiti progressivamente nel corso degli ultimi anni.

I dati riportati da Informazione Fiscale indicano entrate pari a 6,8 miliardi di euro nel 2023, scese a 5,4 miliardi nel 2024 e a 4,5 miliardi nel 2025. La dinamica evidenzia una difficoltà ricorrente: l'avvio delle procedure può produrre risultati significativi, ma il flusso delle somme riscosse tende a ridursi con il passare del tempo.

Alla base di questa tendenza possono esserci diverse ragioni, tra cui la scelta del pagamento immediato da parte di alcuni aderenti e le difficoltà incontrate da altri nel rispettare tutte le scadenze successive. Per questo motivo, il successo di una definizione agevolata non può essere valutato soltanto sulla base delle adesioni o dei primi versamenti.

Decadenza dalla definizione agevolata: cosa cambia con la quinquies

Uno degli elementi distintivi della rottamazione quinquies riguarda le condizioni che determinano la perdita dei benefici previsti dalla definizione agevolata.

Per chi ha scelto il pagamento rateale, la normativa stabilisce che la procedura diventi inefficace in caso di mancato o insufficiente versamento di due rate, anche non consecutive, oppure dell'ultima rata del piano. La disciplina prevede quindi una maggiore flessibilità rispetto a un sistema nel quale un singolo mancato pagamento può determinare immediatamente la decadenza.

Diverso è il caso di chi ha optato per il versamento in un'unica soluzione: il mancato o insufficiente pagamento dell'importo dovuto comporta l'inefficacia della definizione.

La nuova impostazione mira a contenere il rischio di abbandono dei piani di pagamento e a rendere la misura più accessibile anche per chi incontra difficoltà finanziarie. Non elimina, tuttavia, la necessità di rispettare le scadenze, che restano ravvicinate e si ripetono ogni due mesi.

Leo punta a ridurre gli abbandoni, ma la prova sarà sui pagamenti

Nel suo intervento, Leo ha evidenziato anche le differenze attese sul fronte dell'abbandono dei piani. Secondo le indicazioni fornite dal viceministro, le precedenti rottamazioni, dalla prima alla quater, avrebbero registrato un tasso di abbandono intorno al 50%, mentre per la quinquies l'obiettivo è ridurlo al 20%.

La maggiore durata della rateizzazione e le nuove regole sulla decadenza sono tra gli strumenti con cui si punta a raggiungere questo risultato. L'intento è sostenere i contribuenti che hanno dichiarato correttamente le imposte dovute, ma non sono riusciti a effettuare i relativi pagamenti.

Si tratta, però, di un obiettivo da verificare nel tempo e non di un risultato già acquisito. La percentuale indicata rappresenta una previsione richiamata dal viceministro, mentre il dato effettivo dipenderà dal comportamento dei contribuenti e dalla loro capacità di rispettare i piani concordati.

Una partenza positiva non basta a garantire il successo della misura

Il primo miliardo incassato costituisce un segnale favorevole per la rottamazione quinquies, soprattutto se confrontato con le stime iniziali. La maggiore flessibilità prevista per i pagamenti potrebbe contribuire a rendere più stabile il gettito e a ridurre le interruzioni dei piani di rientro.

Restano, tuttavia, alcune criticità. La frequenza bimestrale delle scadenze richiede una programmazione finanziaria costante da parte dei contribuenti, mentre la durata pluriennale dei piani rende inevitabile una valutazione progressiva dei risultati.

Il bilancio definitivo della nuova definizione agevolata dipenderà quindi non soltanto dalle somme già riscosse, ma anche dalla continuità dei versamenti e dal numero di contribuenti che riusciranno a completare il percorso previsto. Solo l'andamento delle entrate nei prossimi anni consentirà di capire se la quinquies riuscirà a superare i limiti emersi nelle precedenti edizioni della rottamazione.

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