ANIT (Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico) ha pubblicato nell'ottobre 2026 l'articolo tecnico “Efficientamento energetico dall'interno: un caso reale di involucro nZEB senza cappotto esterno”, realizzato dall'Ing. Roberto Faina.
L'articolo – in allegato – analizza un caso reale di efficientamento energetico integrale eseguito esclusivamente dall'interno, su un appartamento milanese del 1930 con murature in pietra da 60 cm, documentando le scelte progettuali, i valori di trasmittanza raggiunti, il miglioramento di classe energetica e le implicazioni per la futura transizione elettrica dell'impianto termico. L'obiettivo è dimostrare, attraverso dati di calcolo verificati, che con le tecnologie isolanti oggi disponibili è possibile raggiungere livelli di prestazione nZEB anche operando esclusivamente sull'involucro interno, a condizione di selezionare materiali ad altissima efficienza termica e di adottare un approccio progettuale rigoroso nella continuità dell'involucro.
Il patrimonio edilizio residenziale italiano e la Direttiva EPBD IV
Nell'introduzione, l'autore ricorda che una quota rilevante del patrimonio edilizio residenziale italiano “è concentrata nelle grandi città, spesso in edifici costruiti tra gli anni Venti e i Settanta del Novecento: murature massive, superfici disperdenti non isolate, consumo energetico che nelle condizioni originarie colloca questi immobili sistematicamente nelle classi F e G. La ristrutturazione energetica di questo stock rappresenta uno degli obiettivi centrali della Direttiva Europea EPBD IV, che definisce il percorso verso edifici ad altissima prestazione energetica e impone scadenze sempre più ravvicinate per le ristrutturazioni profonde di primo livello”.
In alcuni casi l'applicazione del cappotto esterno è spesso impraticabile
Tuttavia, il problema operativo “è noto a chiunque operi su questi immobili: l'applicazione del cappotto esterno – soluzione più diffusa e spesso economicamente vantaggiosa – è in alcuni casi frequentemente impraticabile. Vincoli architettonici imposti dalle soprintendenze, facciate storiche tutelate, condomini con impossibilità di delibera unanime, spazi condominiali insufficienti: questi ostacoli impediscono l'accesso alla soluzione più comune a una quota significativa degli edifici che ne avrebbero più bisogno”.
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