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Efficienza energetica degli edifici e Direttiva EPBD IV: un caso studio

Un articolo pubblicato da ANIT analizza un caso reale di efficientamento energetico integrale eseguito esclusivamente dall'interno, su un appartamento milanese del 1930 con murature in pietra da 60 cm

lunedì 2 novembre 2026 - Alessandro Giraudi

[] Fonte Pixabay

ANIT (Associazione Nazionale per l’Isolamento Termico e acustico) ha pubblicato nell'ottobre 2026 l'articolo tecnico “Efficientamento energetico dall'interno: un caso reale di involucro nZEB senza cappotto esterno”, realizzato dall'Ing. Roberto Faina.

L'articolo – in allegato – analizza un caso reale di efficientamento energetico integrale eseguito esclusivamente dall'interno, su un appartamento milanese del 1930 con murature in pietra da 60 cm, documentando le scelte progettuali, i valori di trasmittanza raggiunti, il miglioramento di classe energetica e le implicazioni per la futura transizione elettrica dell'impianto termico. L'obiettivo è dimostrare, attraverso dati di calcolo verificati, che con le tecnologie isolanti oggi disponibili è possibile raggiungere livelli di prestazione nZEB anche operando esclusivamente sull'involucro interno, a condizione di selezionare materiali ad altissima efficienza termica e di adottare un approccio progettuale rigoroso nella continuità dell'involucro.

Il patrimonio edilizio residenziale italiano e la Direttiva EPBD IV

Nell'introduzione, l'autore ricorda che una quota rilevante del patrimonio edilizio residenziale italiano “è concentrata nelle grandi città, spesso in edifici costruiti tra gli anni Venti e i Settanta del Novecento: murature massive, superfici disperdenti non isolate, consumo energetico che nelle condizioni originarie colloca questi immobili sistematicamente nelle classi F e G. La ristrutturazione energetica di questo stock rappresenta uno degli obiettivi centrali della Direttiva Europea EPBD IV, che definisce il percorso verso edifici ad altissima prestazione energetica e impone scadenze sempre più ravvicinate per le ristrutturazioni profonde di primo livello”. 

In alcuni casi l'applicazione del cappotto esterno è spesso impraticabile 

Tuttavia, il problema operativo “è noto a chiunque operi su questi immobili: l'applicazione del cappotto esterno – soluzione più diffusa e spesso economicamente vantaggiosa – è in alcuni casi frequentemente impraticabile. Vincoli architettonici imposti dalle soprintendenze, facciate storiche tutelate, condomini con impossibilità di delibera unanime, spazi condominiali insufficienti: questi ostacoli impediscono l'accesso alla soluzione più comune a una quota significativa degli edifici che ne avrebbero più bisogno”. 

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