Il mercato residenziale italiano chiude il 2025 con segnali di solidità e dinamismo. Le compravendite crescono, i mutui tornano ad aumentare e i volumi superano nettamente i livelli pre-pandemia. Eppure, mentre il settore accelera, per molte famiglie l’accesso alla casa diventa sempre più complesso.
A fotografare lo stato dell’arte è il 18° Rapporto sull’Abitare realizzato da Nomisma nell’ambito dell’Indagine annuale sulle famiglie italiane, che analizza l’evoluzione del mercato residenziale e i cambiamenti nei comportamenti e nei bisogni abitativi.
Compravendite sopra i livelli pre-pandemia
Secondo il preconsuntivo 2025 di Nomisma, il numero di compravendite residenziali si attesta intorno alle 770 mila transazioni. Un dato che conferma la tenuta del settore e si colloca nettamente al di sopra dei volumi registrati prima del Covid-19.
Il mercato immobiliare italiano dimostra quindi una capacità di adattamento significativa, sostenuto da una domanda ancora vivace e da un rinnovato interesse verso l’investimento nel mattone, considerato da molte famiglie un bene rifugio in un contesto economico incerto.
Mutui in forte ripresa, ma resta la selettività
Anche sul fronte del credito si registra un deciso rimbalzo. Nel 2025 l’importo dei nuovi mutui erogati cresce del 30,8%, segnale di una maggiore dinamicità del sistema bancario e di condizioni di finanziamento più favorevoli rispetto alla fase di stretta precedente.
Nonostante questo recupero, la quota di famiglie che riesce effettivamente ad accedere a un mutuo rimane inferiore ai picchi toccati nel periodo post-pandemico. Il dato conferma una persistente selettività nell’erogazione del credito, che continua a privilegiare profili considerati più solidi e con maggiore capacità reddituale.
Redditi sotto pressione e accesso alla casa più complesso
Il vero nodo resta la sostenibilità economica per le famiglie. Solo il 35,8% dichiara di avere un reddito adeguato a coprire le spese essenziali. Cresce invece la quota di chi giudica il proprio reddito appena sufficiente o addirittura inadeguato, pari al 18,5%.
In questo scenario, anche in presenza di un mercato dinamico e di mutui in crescita, l’acquisto di un’abitazione diventa un traguardo più difficile da raggiungere per un numero crescente di nuclei familiari. L’aumento del costo della vita, l’incertezza economica e la maggiore prudenza degli istituti di credito contribuiscono a restringere la platea dei potenziali acquirenti.
Un mercato che cresce, ma non per tutti
Il quadro delineato dal Rapporto evidenzia quindi una doppia velocità. Da un lato, un settore immobiliare che conferma resilienza e capacità di crescita, con volumi sostenuti e credito in ripresa. Dall’altro, una parte significativa della popolazione che fatica a sostenere l’impegno economico richiesto dall’acquisto di una casa.
La sfida per il futuro sarà rendere questa crescita più inclusiva, rafforzando strumenti di sostegno all’accesso al credito e politiche abitative capaci di intercettare i nuovi bisogni delle famiglie italiane, sempre più attente alla sostenibilità economica oltre che a quella energetica e ambientale dell’abitare.