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PPP, ASSISTAL propone una riforma del Codice dei contratti per rilanciare gli investimenti privati

Superare il diritto di prelazione senza compromettere competitività e attrattività del mercato: la proposta arriva in un momento cruciale per il futuro delle infrastrutture e dell’efficienza energetica in Italia

venerdì 10 aprile 2026 - Redazione Build News

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La proposta di modifica dell’articolo 193 del Decreto Legislativo 36/2023 avanzata da ASSISTAL si inserisce in una fase particolarmente delicata per il sistema economico italiano. Il tema è emerso con forza durante l’evento “Energia per competere”, occasione in cui operatori, istituzioni e stakeholder si sono confrontati sul futuro dei servizi energetici e sul ruolo del Partenariato Pubblico-Privato.

Nel corso dell’incontro, il presidente Roberto Rossi ha sostenuto uno studio realizzato da Bain & Company insieme ad altre associazioni di filiera, che ha evidenziato sia le potenzialità sia le criticità di un comparto fondamentale per la crescita del Paese, soprattutto in ottica di transizione energetica.

Il dialogo tra imprese e istituzioni

All’evento hanno preso parte importanti rappresentanti istituzionali, tra cui il Ministro Gilberto Pichetto Fratin, l’Amministratore Delegato del GSE Vinicio Mosè Vigilante, il Sindaco di Napoli e Presidente ANCI Gaetano Manfredi e Ilaria Bertini di ENEA.

La presenza congiunta di questi attori ha confermato l’importanza di un dialogo continuo tra istituzioni e imprese, necessario per affrontare le sfide legate alla modernizzazione delle infrastrutture e alla sostenibilità energetica.

La proposta di riforma del PPP

Al centro del dibattito vi è la revisione del modello di Partenariato Pubblico-Privato. ASSISTAL propone di superare il meccanismo della prelazione a favore del promotore privato, introducendo strumenti alternativi capaci di valorizzare comunque l’iniziativa imprenditoriale. Tra questi, forme di rimborso più efficaci e sistemi premiali nella valutazione tecnica dei progetti.

L’obiettivo è trovare un equilibrio tra l’incentivo agli investimenti privati e il rispetto delle regole europee sulla concorrenza, evitando che il sistema perda attrattività per gli operatori economici.

L’impatto della sentenza europea

La necessità di intervenire nasce anche dalla recente decisione della Corte di Giustizia dell'Unione Europea, che il 5 febbraio 2026, con la causa C-810/24, ha dichiarato incompatibile con il diritto europeo il diritto di prelazione previsto dalla normativa italiana.

Questa sentenza ha portato alla disapplicazione della norma da parte delle amministrazioni pubbliche, generando un vuoto regolatorio che rischia di rallentare gli investimenti nel settore delle infrastrutture e dei servizi energetici. La proposta di ASSISTAL si pone proprio l’obiettivo di colmare questa lacuna normativa.

PPP e futuro degli investimenti in Italia

Il Partenariato Pubblico-Privato viene considerato da ASSISTAL una leva strutturale per lo sviluppo del Paese, soprattutto in un contesto caratterizzato da risorse pubbliche limitate. In vista della conclusione del PNRR, il rischio di una contrazione degli investimenti pubblici rende ancora più centrale il ruolo dei capitali privati.

Secondo Roberto Rossi, rinunciare a strumenti in grado di attrarre investimenti e competenze significherebbe rallentare processi fondamentali per la crescita e la competitività del sistema Italia.

Incentivi e criticità ancora aperte

Accanto alla riforma del PPP, resta aperto anche il tema degli incentivi per l’efficienza energetica. ASSISTAL ha accolto positivamente l’annuncio della riapertura del portale per il Conto Termico 3.0 da parte del GSE, pur evidenziando criticità ancora presenti nelle procedure di accesso tramite prenotazione.

L’associazione ha già portato queste problematiche all’attenzione del Ministero e del GSE attraverso incontri istituzionali e documenti ufficiali, ribadendo la necessità di rendere lo strumento pienamente efficace e accessibile per le imprese.

Verso un quadro normativo più competitivo

La proposta di ASSISTAL si inserisce dunque in una visione più ampia: costruire un sistema normativo capace di coniugare trasparenza, concorrenza e attrattività per gli investimenti. In un momento di transizione economica ed energetica, garantire stabilità e chiarezza delle regole diventa un fattore decisivo per sostenere lo sviluppo infrastrutturale e industriale del Paese.

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