Il 2025 si chiude con un bilancio decisamente positivo per il mercato dei servizi tecnici di ingegneria e architettura. Secondo l’aggiornamento di fine anno dell’Osservatorio OICE, il valore complessivo dei bandi ha raggiunto i 2,8 miliardi di euro, segnando un +47,1% rispetto al 2024, quando si era fermato a circa 1,9 miliardi. Un risultato che ribalta nettamente il trend negativo dell’anno precedente e riporta il settore su livelli di forte dinamismo.
Determinante è stato soprattutto il mese di dicembre, che ha fatto registrare un vero e proprio record: il valore complessivo delle gare per servizi di ingegneria e architettura, includendo la progettazione esecutiva stimata negli appalti integrati, ha raggiunto 721,7 milioni di euro, la migliore performance di fine anno dal 2018. Un dato in crescita del 294,4% su novembre 2025 e del 161,5% su dicembre 2024, sostenuto anche da due importanti accordi quadro del Ministero della Difesa e di Anas, per un valore complessivo superiore ai 229 milioni.
Gare in crescita: meno bandi, ma di valore più elevato
Nel complesso del 2025 sono stati pubblicati 2.363 bandi per servizi di ingegneria e architettura, con una leggera flessione nel numero (-12,0%), compensata però da una crescita molto significativa in valore (+56,8%), che ha portato il totale a 2.650,7 milioni di euro. Il dato conferma una tendenza ormai consolidata: meno gare, ma di importo medio più elevato.
Particolarmente brillante l’andamento dei bandi di sola progettazione, che nell’arco dell’anno hanno raggiunto un valore di 889,9 milioni di euro, con un incremento dell’83,2% rispetto al 2024, a fronte di un aumento contenuto del numero (+5,3%). Anche dicembre ha evidenziato un’accelerazione eccezionale, con una crescita di quasi il 300% rispetto a novembre.
Accordi quadro più che raddoppiati
Tra i fenomeni più rilevanti del 2025 spicca l’exploit degli accordi quadro, che si confermano uno strumento sempre più utilizzato dalle stazioni appaltanti. A consuntivo, i bandi per accordo quadro sono stati 412, per un valore complessivo di 1.580,2 milioni di euro, pari al 59,6% del valore totale del mercato. Rispetto al 2024, l’incremento è stato del +72,4% nel numero e addirittura del +158,9% in valore.
Solo a dicembre, gli accordi quadro hanno rappresentato quasi il 40% dei bandi pubblicati e oltre il 79% del valore complessivo mensile, confermando il loro peso strategico ma anche le criticità operative già evidenziate dagli operatori.
Gare UE e appalti integrati: segnali contrastanti
Sul fronte europeo, nel 2025 le gare UE hanno registrato una crescita del +66,5% in valore e del +12,1% in numero rispetto al 2024. A dicembre, l’Italia ha mostrato un’accelerazione significativa, salendo al quinto posto in Europa per numero di bandi pubblicati.
Diverso, invece, l’andamento degli appalti integrati: nel corso dell’anno il valore della progettazione esecutiva inclusa si è attestato a 171,8 milioni di euro, in calo del 24,8% rispetto al 2024, con una diminuzione anche nel numero dei bandi (-8,0%). Un segnale che conferma la progressiva riduzione del peso di questa modalità nel mercato dei servizi tecnici.
Lupoi (OICE): “Ripresa solida, ma restano nodi critici”
Commentando i dati, il Presidente OICE Giorgio Lupoi ha sottolineato come il 2025 abbia superato ampiamente le previsioni iniziali:
“Siamo particolarmente soddisfatti che il 2025 abbia invertito nettamente il dato negativo del 2024. Speriamo non rimanga un caso isolato”.
Accanto agli elementi positivi, Lupoi ha però richiamato l’attenzione su alcune criticità strutturali: l’eccessivo ricorso agli accordi quadro senza adeguate garanzie di attivazione, la necessità di anticipazioni obbligatorie almeno al 20% per sostenere la capacità operativa delle imprese e il permanere di bandi anomali, legati a un’eccessiva discrezionalità delle stazioni appaltanti. Temi su cui OICE annuncia un impegno diretto nel 2026, anche in vista dell’atteso bando-tipo 2 dell’Anac.
Nel complesso, il 2025 si chiude dunque come un anno di svolta per il mercato dei servizi tecnici, sostenuto dalla coda del PNRR e da nuovi investimenti. La sfida ora sarà trasformare questa crescita eccezionale in un trend stabile e strutturale
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