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ANIE Rinnovabili: DL Bollette, misure temporanee non bastano, servono regole certe per non bloccare la transizione energetica

L’Associazione chiede stabilità normativa, tutela degli investimenti e correttivi su fotovoltaico, repowering e saturazione della rete

martedì 3 marzo 2026 - Redazione Build News

shutterstock_2105749976 (1) fonte Shutterstock

L’obiettivo del DL Bollette n. 21/2026 di ridurre i costi energetici per i consumatori italiani è condivisibile, ma le misure previste rischiano di non incidere in modo strutturale sul problema. È questa la posizione di ANIE Rinnovabili, che esprime perplessità sugli strumenti individuati dal decreto, sottolineando come il carattere temporaneo di alcuni interventi possa limitarne l’efficacia nel medio-lungo periodo.

Il rischio di interventi non strutturali

Secondo l’Associazione, interventi retroattivi o nuove forme di tassazione sui settori produttivi, comprese le energie rinnovabili, potrebbero generare effetti economici negativi e compromettere la stabilità necessaria agli investimenti. In un comparto che richiede pianificazione di lungo periodo e capitali ingenti, la certezza delle regole rappresenta un elemento imprescindibile per garantire continuità e sviluppo.

Le recenti oscillazioni dei prezzi dell’energia, cresciuti del 15% negli ultimi giorni a seguito delle tensioni internazionali, dimostrano ancora una volta quanto il sistema italiano ed europeo sia esposto alle dinamiche geopolitiche e alla dipendenza dalle materie prime fossili.

Rinnovabili e accumuli come leva strutturale

ANIE Rinnovabili ricorda che oggi le fonti rinnovabili e i sistemi di accumulo sono le tecnologie più competitive e mature disponibili sul mercato. Gli esiti delle aste del Gestore dei Servizi Energetici per le rinnovabili e delle aste MACSE e Capacity Market di Terna per gli accumuli stand-alone confermano questa tendenza.

Nel breve e medio termine, lo sviluppo di un mix energetico in cui le rinnovabili sostituiscano progressivamente il gas rappresenta la strategia più efficace per ottenere una riduzione strutturale dei prezzi dell’energia. Tuttavia, perché questo percorso possa consolidarsi, il settore elettrico ha bisogno di un quadro normativo chiaro e stabile. Modifiche frequenti ai meccanismi di supporto, alle procedure autorizzative e alla redditività degli investimenti rischiano di frenare proprio quella transizione che il Paese intende accelerare.

Fotovoltaico e “Made in EU”: serve un equilibrio

Tra i punti evidenziati dall’Associazione vi è la necessità di rimodulare il contingente di 10 GW previsto dal decreto per il potenziamento degli impianti fotovoltaici in Conto Energia con premio fisso, affinché diventi una leva concreta di politica industriale ed energetica.

Il sostegno alle componenti “Made in EU” è ritenuto un obiettivo condivisibile, ma alle condizioni attuali ANIE Rinnovabili propone una suddivisione del contingente in due quote distinte: una riservata agli impianti realizzati con componenti europee, includendo non solo i moduli fotovoltaici ma anche inverter, sistemi di accumulo, tracker e altre tecnologie essenziali; l’altra aperta a forniture provenienti da Paesi extra UE, oggi più competitive sotto il profilo dei costi. La transizione energetica, sottolinea l’Associazione, deve rafforzare l’industria europea senza compromettere la competitività complessiva del sistema.

Repowering e saturazione della rete: nodi da sciogliere

Un ulteriore elemento di criticità riguarda il tema del repowering. Il quadro regolatorio delineato dal decreto presenta ancora margini di incertezza che non consentono agli operatori di effettuare scelte pienamente consapevoli. È necessario prevedere tempistiche adeguate e garantire informazioni complete prima dell’adesione ai meccanismi previsti, evitando contenziosi e rallentamenti negli investimenti.

Anche sul fronte della cosiddetta saturazione virtuale della rete, l’Associazione ritiene indispensabile introdurre una clausola di salvaguardia per i progetti che abbiano già ottenuto parere positivo di compatibilità ambientale e una soluzione tecnica validata da Terna. In assenza di tutele, il rischio è compromettere la certezza del diritto e minare la fiducia degli investitori nel sistema autorizzativo italiano.

La richiesta: stabilità e visione di lungo periodo

“La credibilità del percorso di transizione energetica si misura sulla stabilità delle regole e sulla capacità di coniugare politica industriale e realismo economico. Senza chiarezza su revamping e senza tutela per i progetti già autorizzati, il rischio è frenare proprio quegli investimenti che il Paese dichiara di voler accelerare”, afferma Andrea Cristini, Presidente di ANIE Rinnovabili.

“Il DL Bollette rappresenta un’occasione strategica. Per non trasformarla in un’opportunità mancata, sono necessarie scelte equilibrate, strutturali e immediatamente applicabili”, conclude Cristini.

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