Il caro materiali torna al centro del dibattito sulla prossima manovra economica. A lanciare l’allarme è l’Ance, che chiede al Governo un intervento urgente per sostenere le imprese impegnate nei cantieri e contrastare gli effetti della crisi energetica.
Il presidente dell’Associazione nazionale costruttori edili, Antonio Ciucci, ha accolto con favore il richiamo del ministro Matteo Salvini sulla necessità di ricorrere a uno scostamento di bilancio per affrontare il problema dei rincari e garantire maggiore certezza alle opere in corso e a quelle programmate.
La proposta di uno scostamento di bilancio
Secondo Ciucci, la proposta del ministro Salvini va nella direzione giusta perché il settore delle costruzioni sta affrontando una crescente difficoltà finanziaria. Le imprese, infatti, devono fare i conti non solo con l’aumento dei costi energetici, ma anche con i mancati ristori legati ai rincari dei materiali.
Per l’Ance è quindi necessario intervenire rapidamente con una misura capace di «dare respiro al mondo produttivo» e di evitare che le difficoltà finanziarie si trasformino in una vera e propria emergenza per le aziende impegnate nei cantieri.
Due miliardi di ristori ancora attesi
Il problema, sottolinea Ciucci, non è nato con l’attuale crisi energetica. Le imprese del settore fanno i conti con il caro materiali sin dallo scoppio della guerra in Ucraina, quando i prezzi di numerose materie prime e dei prodotti necessari alle costruzioni hanno registrato forti aumenti.
Ancora oggi, secondo l’Ance, le imprese attendono circa 2 miliardi di euro di ristori legati agli aumenti dei costi provocati dal conflitto. A questa situazione si sono aggiunti nuovi fattori di instabilità internazionale che hanno contribuito ad alimentare ulteriormente la pressione sui prezzi.
La crisi energetica aggrava una situazione già difficile
L’aumento dei costi energetici rappresenta un ulteriore elemento di pressione sui bilanci delle imprese. Le conseguenze della crisi, infatti, non si limitano al prezzo dei carburanti, ma si riflettono sull’intera filiera produttiva e, in particolare, sui costi necessari per realizzare e mantenere i cantieri.
Per questo motivo, l’Ance invita a non considerare il caro materiali come un fenomeno passeggero. Secondo l’associazione, le tensioni internazionali continuano a produrre effetti significativi sull’economia e rendono necessario un intervento strutturale.
Un problema che riguarda crescita e occupazione
La richiesta dei costruttori non riguarda soltanto la situazione finanziaria delle singole imprese. Per Ciucci, la risposta al caro materiali è indispensabile anche per tutelare la crescita economica del Paese e scongiurare possibili ripercussioni sull’occupazione.
L’obiettivo è garantire alle aziende condizioni sufficientemente stabili per poter proseguire i lavori, evitando che l’aumento dei costi renda economicamente insostenibili i contratti già sottoscritti o rallenti la realizzazione delle opere.
L’Ance: serve una risposta forte e pluriennale
La richiesta dell’Ance è dunque quella di una risposta che non si limiti a fronteggiare l’emergenza del momento, ma che offra alle imprese un quadro di riferimento pluriennale. La certezza delle risorse e delle regole viene considerata fondamentale per permettere al settore di programmare gli investimenti e garantire la continuità dei cantieri.
Il caro materiali, secondo i costruttori, non può più essere considerato un problema contingente. La combinazione tra rincari accumulati negli ultimi anni, crisi energetica e instabilità internazionale rende necessario un intervento deciso nella prossima manovra, per proteggere la capacità produttiva delle imprese e sostenere la realizzazione delle opere strategiche per il Paese.
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