Arriva davanti al giudice la vicenda giudiziaria legata a una presunta frode nell’utilizzo del Superbonus 110%. Al centro dell’indagine ci sono dodici interventi edilizi realizzati o programmati in altrettanti comuni della provincia di Como e una società trentina, accusata di aver attestato stati di avanzamento dei lavori non corrispondenti alla situazione effettiva dei cantieri.
L’udienza è prevista a novembre a Trento, dove saranno esaminati i fatti anche perché le comunicazioni all’Agenzia delle Entrate che hanno dato origine alla contestazione erano state effettuate in quel territorio.
Gli immobili interessati si trovano tra Montorfano, Olgiate Comasco, Cassina Rizzardi, Villa Guardia, Montano Lucino, Cagno e Cucciago.
Tre persone alla sbarra
Sono tre gli imputati individuati dalla Procura: Franco Giacomoni, 65 anni, amministratore unico della società Requalifica Srl; Michele Betta, anch’egli trentino, che si sarebbe occupato dei rapporti con la clientela; e il geometra comasco Mario Bison, 54 anni.
La società è indicata inoltre quale responsabile civile. Gli imputati hanno respinto nel corso dell’indagine le contestazioni, sostenendo la correttezza del proprio operato.
La Procura contesta invece l’esistenza di un meccanismo finalizzato a ottenere dallo Stato le agevolazioni previste dal Superbonus attraverso documentazione che, secondo l’ipotesi accusatoria, avrebbe indicato avanzamenti dei lavori superiori a quelli effettivamente raggiunti.
I cantieri sotto esame
Tra gli episodi contestati c’è quello relativo a due immobili di Villa Guardia, interessati da lavori per circa 500mila euro. Secondo l’accusa, un primo stato di avanzamento, datato settembre 2021, avrebbe certificato un'esecuzione pari al 30% quando il cantiere non sarebbe ancora stato avviato.
Una situazione analoga sarebbe stata riscontrata nel gennaio 2022, quando la documentazione avrebbe indicato il raggiungimento del 60%, mentre i lavori risultavano, secondo la ricostruzione investigativa, soltanto agli inizi.
Un altro caso riguarda una villetta di Montorfano. Qui sarebbero state presentate fatture relative a circa 116mila euro di lavori già nell’agosto 2021. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti sulla base delle dichiarazioni dei proprietari, il cantiere sarebbe però partito soltanto nel maggio dell’anno successivo.
Venticinque possibili parti civili
La vicenda coinvolge anche numerosi proprietari degli immobili interessati dagli interventi. Sono infatti 25 le persone che potrebbero chiedere di costituirsi parte civile nel procedimento.
In uno dei casi, i proprietari si sarebbero rivolti a un legale e successivamente a un tecnico di fiducia per documentare lo stato dei lavori e trasmettere la relativa documentazione alla Procura.
La parola passa al giudice
Il procedimento dovrà ora stabilire se le contestazioni formulate dall’accusa siano fondate. I capi di imputazione sono numerosi e riguardano i singoli interventi, oltre alla contestazione associativa.
Sarà il giudice dell’udienza preliminare a valutare gli elementi raccolti dagli investigatori e le posizioni dei tre imputati, che continuano a sostenere la regolarità della propria condotta. L’appuntamento in aula è fissato per novembre.
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