Il prossimo inverno potrebbe portare a una riduzione dei consumi di gas naturale nel settore residenziale e terziario fino a circa 1,2 miliardi di Smc, una quantità equivalente al gas necessario per riscaldare circa un milione di abitazioni.
La stima arriva da ENEA, che ha analizzato l'andamento dei consumi energetici e gli effetti delle politiche di efficienza energetica adottate negli ultimi anni, valutando anche l'ipotesi di reintrodurre alcune delle misure di contenimento previste dal Piano nazionale del 2022, elaborato durante la crisi energetica seguita al conflitto russo-ucraino.
L'analisi considera sia le misure che possono produrre risultati nel breve periodo, come la riduzione dei consumi attraverso comportamenti più efficienti, sia gli interventi strutturali sugli edifici e sugli impianti.
Residenziale, risparmi per 0,9 miliardi di Smc
Nel settore residenziale, il potenziale risparmio stimato è di circa 0,9 miliardi di Smc.
Di questa quantità, circa 0,8 miliardi deriverebbero dalla reintroduzione delle misure di contenimento già sperimentate nel 2022, mentre altri 0,1 miliardi sarebbero legati agli interventi di riqualificazione energetica sostenuti da strumenti come Ecobonus e Bonus Casa.
Il dato evidenzia quindi come la riduzione dei consumi possa essere ottenuta attraverso una combinazione di misure immediate e investimenti destinati a produrre benefici nel tempo.
Terziario, altri 0,3 miliardi di Smc
Per il settore terziario, la stima indica una riduzione dei consumi di circa 0,3 miliardi di Smc.
Anche in questo caso il contributo maggiore arriverebbe dalle misure di contenimento, con circa 0,25 miliardi di Smc, mentre gli interventi di efficienza energetica potrebbero determinare un risparmio aggiuntivo di circa 0,06 miliardi.
Tra le soluzioni indicate rientra, in particolare, la sostituzione dei vecchi generatori a gas con sistemi più efficienti, come le pompe di calore.
Efficienza energetica, il ruolo degli interventi strutturali
Secondo l'analisi, le misure di contenimento dei consumi possono garantire i maggiori risultati nel breve periodo. La loro efficacia, tuttavia, dipende in larga misura dai comportamenti degli utenti e dalle condizioni climatiche.
Diverso è il caso degli interventi strutturali di efficientamento energetico.
La sostituzione degli impianti obsoleti e l'isolamento degli edifici consentono infatti di ottenere una riduzione dei consumi più stabile nel tempo, meno dipendente dalle abitudini quotidiane e dalle oscillazioni dei prezzi dell'energia.
Per il patrimonio edilizio, questo significa puntare non soltanto sulla riduzione temporanea della domanda di gas, ma sulla diminuzione strutturale del fabbisogno energetico degli edifici.
Dal 2027 arriva l'ETS2 per gli edifici
Un ulteriore elemento destinato a incidere sui consumi energetici sarà l'ETS2, il sistema europeo di scambio delle emissioni che dal 2027 estenderà il meccanismo anche ai combustibili utilizzati negli edifici residenziali, commerciali e istituzionali.
L'introduzione del nuovo sistema potrebbe aumentare il costo associato all'utilizzo dei combustibili fossili per il riscaldamento.
Secondo le stime citate da ENEA, l'impatto potrebbe arrivare fino a circa 230 euro all'anno per famiglia. L'effetto sarebbe invece diverso per gli edifici che avranno eliminato l'utilizzo di combustibili fossili e raggiunto condizioni di zero emissioni.
L'ETS2 potrebbe quindi rappresentare anche un ulteriore incentivo alla sostituzione degli impianti alimentati a gas e alla riqualificazione energetica degli edifici.
Tra 2021 e 2025 risparmiati 2,1 miliardi di Smc
Lo studio analizza anche i risparmi già conseguiti tra il 2021 e il 2025, distinguendo il contributo degli interventi di efficienza energetica, delle temperature e dei comportamenti degli utenti.
Per quantificare l'effetto degli interventi di riqualificazione sono stati utilizzati i dati relativi alle pratiche gestite da ENEA tra il 2022 e il 2025 per l'accesso ai bonus fiscali.
Nel periodo considerato, gli interventi di efficienza energetica avrebbero prodotto un risparmio cumulato di circa 2,1 miliardi di Smc di gas naturale.
Di questi:
- 1,2 miliardi di Smc sono riconducibili agli interventi incentivati dal Superbonus;
- 0,6 miliardi di Smc all'Ecobonus;
- 0,3 miliardi di Smc al Bonus Casa.
I dati mostrano quindi il peso che gli incentivi alla riqualificazione hanno avuto sulla riduzione dei consumi energetici degli edifici.
Superbonus ed Ecobonus, l'effetto sulla domanda di gas
Il contributo maggiore al risparmio cumulato stimato nel quadriennio arriva dagli interventi collegati al Superbonus, ai quali viene attribuito un risparmio di circa 1,2 miliardi di Smc.
L'Ecobonus avrebbe contribuito per altri 0,6 miliardi, mentre il Bonus Casa avrebbe generato un risparmio stimato in 0,3 miliardi di Smc.
L'analisi evidenzia così una relazione diretta tra riqualificazione energetica del patrimonio edilizio e riduzione della domanda di gas, con interventi che continuano a produrre effetti anche oltre il periodo nel quale vengono realizzati.
La dipendenza dal gas resta un fattore di rischio
Alla base delle nuove valutazioni c'è anche il quadro internazionale dell'energia. Le tensioni in Medio Oriente e nello Stretto di Hormuz, sottolinea ENEA, riportano in primo piano i rischi connessi alla dipendenza dalle importazioni di combustibili fossili.
In questo scenario, la riduzione strutturale della domanda energetica diventa uno strumento di sicurezza oltre che di sostenibilità ambientale.
Migliorare le prestazioni degli edifici, sostituire gli impianti meno efficienti e ridurre l'utilizzo di combustibili fossili permette infatti di limitare l'esposizione alle variazioni dei prezzi e alla disponibilità delle forniture energetiche.
Meno gas, la strategia passa dagli edifici
La stima di 1,2 miliardi di Smc di possibile risparmio per il prossimo inverno evidenzia il ruolo che residenziale e terziario possono svolgere nella riduzione della domanda nazionale di gas.
Le misure comportamentali possono produrre effetti rapidi, ma sono gli interventi strutturali – dall'isolamento degli edifici alla sostituzione degli impianti con sistemi più efficienti e pompe di calore – a garantire risultati più duraturi.
La sfida, quindi, non riguarda soltanto il prossimo inverno: la riduzione della domanda di gas passa sempre più dalla qualità energetica del patrimonio edilizio e dalla capacità di trasformare gli edifici in strutture meno dipendenti dai combustibili fossili.
fonte Shutterstock