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PM10, l'Italia nel mirino della Commissione europea: “Insufficienti le misure adottate”

Ogni anno l'inquinamento da polveri sottili provoca in Italia più di 66.000 morti premature, rendendo l'Italia lo Stato membro più colpito in termini di mortalità connessa al particolato, secondo le stime dell'Agenzia europea dell'ambiente (AEA)

giovedì 27 aprile 2017 - Redazione Build News

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“L'Italia non è ancora riuscita a risolvere il problema dei livelli persistentemente elevati di polveri sottili (PM10), che rappresentano un grave rischio per la salute pubblica”.

Lo rileva la Commissione europea che ha esortato il Belpaese “ad adottare azioni appropriate contro l'emissione di PM10 al fine di garantire una buona qualità dell'aria e salvaguardare la salute pubblica”.

La decisione odierna di Bruxelles fa seguito a un'ulteriore lettera di costituzione in mora inviata all'Italia nel giugno 2016. Se il nostro Paese non si attiverà entro due mesi, la Commissione potrà deferire il caso alla Corte di giustizia dell'UE.

IN ITALIA L'INQUINAMENTO DA POLVERI SOTTILI PROVOCA OGNI ANNO PIÙ DI 66.000 MORTI PREMATURE. “In Italia – si legge nel comunicato della Commissione europea - l'inquinamento da PM10 è causato principalmente da emissioni connesse al consumo di energia elettrica e al riscaldamento, ai trasporti, all'industria e all'agricoltura.

Ogni anno l'inquinamento da polveri sottili provoca nel paese più di 66.000 morti premature, rendendo l'Italia lo Stato membro più colpito in termini di mortalità connessa al particolato, secondo le stime dell'Agenzia europea dell'ambiente (AEA)”.

Si tratta “di un ultimo avvertimento riguardante 30 zone di qualità dell'aria in tutto il territorio italiano in cui dal 1° gennaio 2005, data dell'entrata in vigore dei valori limite giornalieri di polveri sottili in sospensione (PM10), si sono registrati dei superamenti. Una precedente sentenza della Corte di giustizia dell'Unione europea (cfr. sentenza della Corte di giustizia del 19 dicembre 2012, C-68/11) aveva già ritenuto l'Italia responsabile della violazione della legislazione UE pertinente per gli anni 2006 e 2007.

Per quanto riguarda il valore limite giornaliero, le 30 zone interessate sono situate nelle seguenti regioni: Lombardia, Veneto, Piemonte, Toscana, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Umbria, Campania, Marche, Molise, Puglia, Lazio e Sicilia. L'avvertimento si riferisce inoltre ai superamenti del valore limite annuale in 9 zone: Venezia-Treviso, Vicenza, Milano, Brescia, due zone della Pianura padana lombarda, Torino e Valle del Sacco (Lazio).”

“In caso di superamento dei valori limite, gli Stati membri – ricorda la Commissione Ue - sono tenuti ad adottare e attuare piani per la qualità dell'aria che stabiliscano misure atte a porvi rimedio nel più breve tempo possibile. Le misure legislative e amministrative finora adottate dall'Italia non sono bastate a risolvere il problema.”

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