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Revisione del Codice della Strada, FINCO: “Un buon inizio, ma serve qualcosa di più”

La Federazione chiede di rafforzare responsabilità e obblighi per enti proprietari e gestori delle strade. Tra le proposte: catasto ed estimo della rete viaria, più risorse per la manutenzione, nuove regole per veicoli eccezionali e Safety Car

giovedì 17 settembre 2026 - Redazione Build News

shutterstock_2455728503 Fonte: shutterstock

La revisione del Codice della Strada rappresenta, secondo FINCO, un passo necessario per adeguare una normativa entrata in vigore nel 1992 ai profondi cambiamenti intervenuti negli ultimi 34 anni. Evoluzione delle norme europee, innovazioni tecnologiche e trasformazioni ambientali e sociali hanno infatti modificato in modo significativo il quadro nel quale si muovono oggi utenti, imprese e gestori della rete viaria.

La Federazione Industrie Prodotti Impianti Servizi ed Opere Specialistiche per le Costruzioni ha partecipato alla consultazione promossa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sulla bozza di decreto legislativo predisposta dal Governo, insieme alle associazioni federate AISES e ANNA.

Il giudizio complessivo espresso da FINCO sul testo è positivo, ma accompagnato dalla richiesta di ulteriori interventi. L’obiettivo indicato dalla Federazione è ampliare la revisione soprattutto sul fronte degli obblighi degli enti proprietari e concessionari delle strade e della manutenzione dell’infrastruttura.

Catasto ed estimo delle strade

Una delle proposte riguarda la valorizzazione economica della rete stradale. FINCO chiede che all’obbligo di realizzare i catasti delle strade venga affiancato quello di predisporre gli estimi della viabilità.

Secondo la Federazione, la rete stradale italiana costituisce un patrimonio demaniale di dimensioni molto rilevanti, sul quale insistono concessioni, diritti d’uso, servitù di passaggio e altre forme di utilizzo. La valorizzazione economica di questo patrimonio, sostiene FINCO, potrebbe inoltre consentire una gestione più strutturata anche sotto il profilo finanziario.

Più responsabilità per gli enti proprietari

Un altro punto centrale riguarda la responsabilità degli enti proprietari delle strade. FINCO richiama l’evoluzione della giurisprudenza della Corte di Cassazione che, negli ultimi anni, ha progressivamente superato il tradizionale riferimento all’“insidia stradale”, ricondotto alla responsabilità per le cose in custodia prevista dall’articolo 2051 del Codice civile.

La proposta è rendere esplicito nel nuovo Codice della Strada questo principio, così da definire in modo più chiaro gli obblighi degli enti nei confronti degli utenti.

Per FINCO, infatti, la sicurezza stradale non può essere ricondotta esclusivamente al comportamento di chi guida, ma deve comprendere anche lo stato dell’infrastruttura, la manutenzione e l’efficienza delle dotazioni di sicurezza.

Drenaggio e manutenzione tra le dotazioni di sicurezza

Tra le modifiche suggerite compare anche l’inserimento dei sistemi di drenaggio sostenibile, sia lineari sia puntuali, tra le dotazioni di sicurezza obbligatorie della strada.

La proposta prende spunto, secondo FINCO, dai Criteri Ambientali Minimi (CAM) per le infrastrutture e mira a riconoscere il drenaggio delle acque meteoriche come elemento della sicurezza stradale, al pari di segnaletica e barriere.

La Federazione chiede inoltre che le norme sulle dotazioni di sicurezza vengano applicate in modo uniforme all’intera rete, evitando che le infrastrutture più datate rimangano escluse dagli adeguamenti previsti per le nuove installazioni.

Un finanziamento stabile per la rete viaria

Il tema delle risorse è strettamente collegato a quello della manutenzione. FINCO sottolinea la necessità di un programma continuativo per la manutenzione ordinaria e straordinaria degli oltre 800.000 chilometri di strade italiane, a fronte dei circa 40.000 chilometri della rete nazionale e transnazionale a norma TEN indicati nella nota.

Per finanziare questo intervento strutturale, la Federazione propone di destinare alla rete stradale l’80% del gettito del bollo auto e dell’imposta sulle assicurazioni RC Auto.

A questo si aggiunge la richiesta di utilizzare in modo pieno e coerente anche i proventi delle sanzioni stradali, destinandoli agli interventi previsti dalla normativa.

Veicoli eccezionali, servono regole più omogenee

Una parte consistente delle osservazioni riguarda il comparto dei veicoli eccezionali e del sollevamento, considerato da FINCO strategico per l’economia nazionale.

ANNA propone innanzitutto di introdurre nel Codice una definizione specifica di gru mobile, qualificandola come veicolo a uso speciale non destinato al trasporto di cose. L’assenza di una definizione, secondo l’associazione, porta oggi ad applicare per analogia disposizioni pensate per i veicoli destinati al trasporto, con possibili differenze interpretative tra gli uffici.

La Federazione guarda positivamente anche al superamento del limite delle sei tonnellate per la locazione senza conducente dei veicoli a uso speciale, ma chiede di rendere più chiaro il requisito relativo alle abilitazioni e autorizzazioni richieste.

Trasporti eccezionali: velocità e autorizzazioni

Per i trasporti eccezionali FINCO propone inoltre criteri uniformi per i limiti di velocità. La situazione attuale, secondo la Federazione, può comportare limiti differenti sullo stesso itinerario in funzione dell’ente che rilascia l’autorizzazione.

La proposta è applicare ai veicoli eccezionali omologati, salvo specifiche prescrizioni legate alle caratteristiche dell’infrastruttura, i limiti previsti per i veicoli industriali di pari massa.

Sul fronte autorizzativo, FINCO chiede invece durate minime definite, termini certi per il rilascio dei titoli e un punto unico digitale nazionale per la gestione delle istanze e dei nulla osta.

Particolare attenzione viene dedicata anche all’Archivio nazionale delle strade, la cui piena operatività viene richiesta con integrazione con AINOP e con le informazioni relative alle limitazioni delle opere d’arte. L’obiettivo è evitare che le imprese debbano ripetere studi di portanza per transiti analoghi in assenza di dati strutturali pubblici e aggiornati.

Sanzioni proporzionate alle violazioni

FINCO propone anche una diversa graduazione delle sanzioni per i trasporti eccezionali.

La Federazione ritiene necessario distinguere tra chi circola senza autorizzazione e chi, pur disponendo del titolo, commette una violazione di lieve entità, come un errore limitato di itinerario o di orario non imputabile all’impresa.

La proposta prevede sanzioni più severe per chi opera senza titolo, mentre per le violazioni minori vengono richieste sanzioni proporzionate e, in determinati casi, l'esclusione del divieto di guida. Nessuna sanzione, secondo FINCO, dovrebbe essere applicata quando la difformità non è imputabile all'impresa.

Safety Car, una formazione specifica

Tra gli interventi richiesti figura anche una revisione della disciplina della Safety Car.

FINCO distingue l’attività di scorta tecnica da quella di rallentamento del traffico: la prima accompagna un veicolo eccezionale, mentre la seconda può comportare il rallentamento progressivo di una colonna di traffico in autostrada fino all’arresto.

Per questo la Federazione propone un esame di abilitazione specifico per la Safety Car, accessibile anche agli operatori che non intendono svolgere attività di scorta tecnica.

Viene inoltre proposta la possibilità, per i veicoli privati impiegati nel dispositivo, di utilizzare dispositivi supplementari a luce lampeggiante blu. Secondo FINCO, un segnale immediatamente riconoscibile dagli automobilisti potrebbe contribuire alla sicurezza sia degli utenti sia degli operatori impegnati sulla carreggiata.

Sicurezza stradale, non solo velocità e comportamento alla guida

Nella parte conclusiva della nota FINCO amplia il ragionamento alla strategia complessiva sulla sicurezza stradale.

La Federazione riconosce il ruolo della velocità e del comportamento umano nell’incidentalità, ma sostiene che l’analisi debba considerare anche fattori legati all’infrastruttura, alla manutenzione, alle condizioni della strada e alle caratteristiche del parco veicolare.

Secondo FINCO, le statistiche sugli incidenti non consentirebbero da sole di ricostruire tutte le concause di un sinistro. Per questo viene chiesto un sistema di raccolta dati più articolato, capace di mettere in relazione incidentalità, caratteristiche del parco circolante, evoluzione tecnologica dei veicoli e condizioni dell’infrastruttura.

Più attenzione alla manutenzione e alla rete locale

La Federazione richiama in particolare l'estensione dei principi della Direttiva TEN, recepita in Italia con il decreto legislativo 35/2011, anche alla rete non transnazionale.

L'obiettivo è introdurre strumenti di controllo che consentano di rilevare, insieme alle condotte di guida, anche le condizioni ambientali e manutentive della strada e di attivare audit di sicurezza capaci di individuare gli interventi necessari.

FINCO chiede inoltre obblighi più stringenti sulla manutenzione ordinaria, compresa la pulizia e la visibilità della segnaletica, e responsabilità precise in caso di mancato intervento.

Progettazione unitaria e limiti di velocità

Tra le ulteriori proposte compare la richiesta di una progettazione unitaria della strada e di una maggiore attenzione alla scelta delle dotazioni utilizzate per regolare la circolazione.

FINCO mette in discussione, in particolare, l'impiego di alcuni dissuasori, citando i dossi componibili come esempio di dispositivi che, a giudizio della Federazione, possono generare rischi ulteriori.

Viene inoltre chiesto di intervenire sui limiti di velocità ritenuti irragionevoli e di prevedere la rimozione tempestiva di quelli temporanei una volta cessate le condizioni che ne avevano determinato l'introduzione.

Sanzioni stradali e bilanci comunali

Un'altra proposta riguarda la gestione delle entrate derivanti dalle sanzioni. FINCO chiede che ai Comuni sia impedito di inserire nei bilanci preventivi le entrate previste dalle contravvenzioni stradali, che potrebbero essere contabilizzate successivamente come sopravvenienze attive in sede di consuntivo.

La Federazione collega questa richiesta alla necessità di separare la programmazione ordinaria della spesa pubblica dalle entrate derivanti dalle sanzioni.

Trasporto pubblico e riduzione del traffico privato

Nel documento viene affrontato anche il tema del trasporto pubblico. FINCO sostiene che un servizio pubblico locale più affidabile possa contribuire a ridurre il ricorso al mezzo privato e, conseguentemente, il numero complessivo di veicoli in circolazione.

La Federazione propone quindi maggiore attenzione al rispetto degli orari e delle frequenze del trasporto pubblico, oltre al potenziamento dei servizi e alla diffusione del car pooling.

Una riforma che, secondo FINCO, deve andare oltre il comportamento dell'utente

La posizione della Federazione si concentra dunque sulla necessità di riequilibrare l'impostazione della disciplina stradale, affiancando agli obblighi degli utenti responsabilità più definite per amministrazioni, enti proprietari e concessionari.

Per FINCO la manutenzione rappresenta un elemento centrale della sicurezza e richiede risorse stabili, programmazione e sistemi di controllo. La Federazione segnala inoltre le ricadute economiche del degrado infrastrutturale, dall'aumento dei costi associati agli incidenti fino alle difficoltà che interessano la filiera industriale e dei servizi collegati alla manutenzione stradale.

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